TRIESTE – Una nuova joint venture tra il gruppo Danieli di Buttrio (impianti siderurgici) e un partner giapponese potrebbe portare alla nascita di un sito produttivo nell’area gestita da Interporto Trieste.

Il progetto è ancora nella fase preliminare, con una lettera d’intenti già firmata tra i possibili partner, ma si annuncia come una possibile svolta per il connubio tra industria avanzata e logistica integrata.
La Regione Friuli Venezia Giulia ha stanziato 2 milioni di euro per infrastrutturare un’area (FreeEste) gestita da Interporto Trieste a Bagnoli della Rosandra, dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto. Il finanziamento, previsto in un emendamento alla manovra di assestamento presentato dall’assessore Sergio Emidio Bini ed esaminato in I Commissione integrata, servirà a potenziare il nodo intermodale e preparare l’area all’insediamento produttivo.

L’iniziativa si ispira a un modello simile a quello già applicato da BAT (sigarette elettroniche), con produzione industriale affidata a Danieli e gestione logistica degli spazi a cura dell’Interporto. Il partner giapponese, inizialmente ignaro delle prerogative del Punto Franco triestino, avrebbe mostrato particolare interesse dopo averne conosciuto i vantaggi doganali e fiscali.
Oltre all’aspetto economico, l’operazione è significativa anche sul piano “geopolitico”, aprendo a nuovi scenari di cooperazione industriale tra Europa e Asia, con Trieste in posizione strategica come piattaforma di riferimento.
L’insediamento, in un’area già servita dalla linea ferroviaria, costituirebbe un esempio “storico” dell’utilizzo del Punto Franco per la prodzione industriale.