TRIESTE – I livelli dei fiumi in Germania continuano a restare sotto la media stagionale, con effetti diretti sul trasporto merci. Sul Reno, in particolare nella zona di Kaub, le navi sono costrette a viaggiare con carichi ridotti del 50% o più.
Nonostante qualche pioggia recente, il livello dell’acqua resta troppo basso per una navigazione pienamente efficiente. La situazione non riguarda solo il Reno. Anche l’Elba e il Danubio registrano valori anomali, con limitazioni alla navigazione, rallentamenti e aumento dei costi. La scarsità d’acqua si riflette in una logistica più complessa: più viaggi, più navi, tariffe più alte.
Secondo l’Agenzia federale per l’ambiente (UBA), la primavera 2025 è stata tra le più secche dal 1931. Il fenomeno è legato a una combinazione di caldo prolungato e scarse precipitazioni, in un quadro climatico che rischia di diventare la norma.
Per i porti interni e le aziende che usano le vie d’acqua come canale di approvvigionamento, il problema non è solo stagionale: diventa strutturale. E impone una riflessione urgente su infrastrutture, adattamento e intermodalità.
Lunghe attese ai ponti, vecchie chiuse utilizzabili solo a intermittenza, canali troppo stretti: alcune vie navigabili tedesche sono fatiscenti e congestionate. Ed ora a peggiorare la situazione c’è anche il rischio di carenza d’acqua che aumenta ogni anno a causa del cambiamento climatico. E l’estate del 2025 si preannuncia già molto critica.
Il trasporto fluviale in Germania sta facendo pochi processi nonostante il Paese abbia riconosciuto il problema sviluppando una strategia globale nel lontano 2016. Secondo le previsioni entro il 2030 il trasporto fluviale rappresenterà il 12% del trasporto merci totale. Ma da allora non sono stati fatti molti progressi e tanti incidenti hanno causato seri disagi. Il caso più grave risale allo scorso dicembre quando una nave cargo ha gravemente danneggiato una delle due porte della chiusa di Müden sulla Mosella. Più di settanta navi cargo sono rimaste intrappolate nel corso superiore di questa importante via d’acqua europea fino a quando chiuse di emergenza hanno permesso alle unità navali di attraversare il collo di bottiglia prima di Natale.
Ogni fermata non pianificata è costosa per gli operatori della navigazione interna. E come si evince dal grafico sul trasporto merci nelle vie navigabili interne tedesche dal 1950 al 2024 (FONTE Ufficio federale di Statistica), proprio il 2024 è stato un anno considerato negativo per la navigazione interna tedesca.
Sono stati registrati 173,8 milioni di tonnellate trasportati sulle vie navigabili, ma anche se c’è un lieve aumento (parliamo dell’1,2%) rispetto al 2023 l’anno dl minimo storico, le valutazioni sono negative.
E a rendere ancora più fosco il quadro è l’analisi dei principali corsi d’acqua tedeschi nel ’24 per quanto riguarda l’incidenza del fenomeno della scarsità idrica. Per quanto riguarda il Reno ci sono state 89 giornate di criticità per l’acqua bassa, più del doppio rispetto al ’23 quando i giorni critici erano 42. Ancor peggiore la situazione dell’Elba che ha registrato 112 giornate critiche con un aumento del 43% dei casi di criticità. Più contenuti gli effetti su Danubio e Weser anche se si tratta di fenomeni di rilievo: rispettivamente 67 e 45 giornate critiche nel 2024. Situazioni che hanno pesantemente influito sulle condizioni operative: le navi merci hanno operato al 70% della capacità di carico.
Difficoltà operative che hanno comportato costi aggiuntivi la navigazione interna. Quando c’è scarsa portata d’acqua viene ridotta la capacità di carico delle imbarcazioni: sono necessari più viaggi per trasportare la stessa quantità di merce. E i maggiori costi rendono meno competitiva l’idrovia rispetto alla strada creando problemi di approvvigionamento ad alcune industrie che dipendono molto dalle vie navigabili (chimica e siderurgia).
Anche il container è stato colpito: nel 2024 la riduzione sulle idrovie è del 10,4%. Da aggiungere poi che la crisi del Mar Rosso ha complicato ulteriormente la situazione con impatti sui collegamenti marittimi europei che hanno condizionato la navigazione interna. Le stime indicano perdite annuali a causa della siccità nell’ordine di 2,1 miliardi di euro.
Tra le strategie messe in atto quella dell’aumento delle profondità delle vie navigabili: nel 2022 sull’Elba, dove il pescaggio nel porto di Amburgo è stato aumentato fino a 16,10 metri, e dal 2025 al 2029 accadrà nella connettività tra Hannover, Magdeburgo e Berlino, con la profondità che sarà portata a 3,2-3,5 metri.





