TRIESTE – Saipem e Subsea7 hanno firmato l’accordo vincolante che darà vita a Saipem7, nuovo leader globale nei servizi per l’industria energetica, con sede in Italia e headquarter a Milano.
La nuova società avrà una flotta di oltre 60 navi e opererà in più di 60 Paesi, con una forza lavoro globale di 44mila persone. Le attività di ingegneria offshore saranno gestite sotto il marchio “Subsea7, a Saipem7 Company”, mantenendo l’identità tecnica del gruppo lussemburghese.
Saipem7 nasce con l’ambizione di diventare il punto di riferimento mondiale per i grandi progetti nei settori oil & gas, cattura del carbonio ed energie rinnovabili, combinando innovazione tecnologica, capacità ingegneristica e scala operativa.
La fusione, annunciata in coerenza con il Memorandum of Understanding siglato a febbraio, punta a unire le forze dei due gruppi in un’unica realtà da 21 miliardi di euro di ricavi, oltre 2 miliardi di Ebitda e 43 miliardi di portafoglio ordini. Saipem7 sarà controllata in modo paritetico dagli attuali azionisti delle due società, con una governance bilanciata: il Ceo sarà designato da Eni e Cdp Equity, mentre il presidente sarà indicato da Siem Industries (azionista di riferimento della società norvegese).
Saipem è un gruppo globale attivo nell’ingegneria e costruzione di grandi progetti nei settori energia e infrastrutture, offshore e onshore. Organizzata in sei business line, dispone di una flotta offshore e di cantieri propri, con circa 30.000 dipendenti in oltre 50 Paesi. Punta sull’innovazione e sulla sostenibilità per seguire la clientela nella transizione energetica verso il Net Zero.
Subsea7 è specializzata nei progetti offshore per l’industria energetica e contribuisce alla transizione energetica con soluzioni a basse emissioni per oil & gas, rinnovabili e nuove fonti.
Il piano prevede l’incorporazione transfrontaliera di Subsea7 in Saipem, che sarà ridenominata Saipem7 e continuerà a essere quotata a Milano e a Oslo. Gli azionisti Subsea7 riceveranno 6,688 nuove azioni Saipem per ogni titolo posseduto e un dividendo straordinario da 450 milioni di euro prima del closing, previsto nella seconda metà del 2026.
L’operazione promette sinergie operative e di investimento da 300 milioni annui, grazie all’ottimizzazione della flotta, del procurement e delle attività commerciali. L’obiettivo è anche quello di raggiungere un credit rating investment grade e garantire agli azionisti una distribuzione di almeno il 40% del Free Cash Flow netto da leasing.
Il progetto ha ricevuto il pieno sostegno di Eni, CDP Equity e Siem Industries, che hanno sottoscritto un patto parasociale a conferma dell’allineamento strategico. L’analisi antitrust è in corso, ma le due società non hanno riscontrato sovrapposizioni materiali nei rispettivi piani industriali, rafforzando le previsioni di creazione di valore.




