TRIESTE – I dazi al 15% decisi tra Trump e von der Leyen rischiano di colpire duramente l’economia del Nordest. Secondo la CGIA, Veneto e Friuli Venezia Giulia potrebbero perdere rispettivamente 2 miliardi e 400 milioni l’anno, tra mancate esportazioni e costi indiretti.Dal 7 agosto scatteranno le nuove tariffe doganali volute dagli Stati Uniti. In attesa dell’elenco dei prodotti esentati, il Centro studi della CGIA (Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre) ha stimato l’impatto sull’economia regionale: 2 miliardi di euro l’anno per il Veneto, 400 milioni per il Friuli Venezia Giulia. Il calcolo considera gli effetti diretti delle mancate vendite, ma anche quelli indiretti come il calo dei margini di profitto, i costi per il sostegno al reddito degli occupati coinvolti e le eventuali delocalizzazioni.

La preoccupazione riguarda anche il contesto valutario: una possibile svalutazione del dollaro potrebbe peggiorare ulteriormente il quadro, riducendo la competitività delle esportazioni italiane.
Nonostante ciò, la CGIA mantiene un cauto ottimismo. Il Nordest esporta negli USA prodotti in gran parte di fascia alta: il 43% sono di qualità elevata, il 49% di fascia media. Secondo l’analisi della Banca d’Italia, il target di riferimento è composto da consumatori e imprese ad alto reddito, presumibilmente meno sensibili a un aumento dei prezzi.

Nel 2024 l’export veneto verso gli USA ha registrato un calo del 3,8% (-291 milioni), mentre quello del Friuli Venezia Giulia è diminuito dell’1,2% (-29 milioni). Dati che pesano su un interscambio significativo: nel 2023, le esportazioni venete verso gli Stati Uniti hanno superato i 7,3 miliardi, quelle delFvg i 2,3 miliardi.
Anche la tenuta dei margini aziendali potrebbe giocare un ruolo chiave. Le imprese italiane vendono mediamente solo il 5,5% del proprio fatturato negli USA, con un margine operativo lordo del 10%: spazi che potrebbero permettere di assorbire parte dei rincari senza aumentare i prezzi finali.
Il rischio maggiore resta però legato a eventuali reazioni a catena: svalutazioni, contromisure commerciali e instabilità sui mercati potrebbero amplificare gli effetti dei dazi, trasformandoli da minaccia settoriale a crisi sistemica.