TRIESTE – DFDS ha confermato che il 2025 sarà un anno di transizione, ma i risultati del secondo trimestre mostrano che il Mediterraneo e la divisione Türkiye & Europe South rappresentano le principali criticità. Per questo il gruppo danese ha abbassato le previsioni di utile operativo annuo, mentre restano stabili quelle sul flusso di cassa.
La compagnia di logistica e trasporti marittimi ha aggiornato la guidance per l’EBIT 2025 a un intervallo di 0,8–1,0 miliardi di corone danesi (circa 107–134 milioni di euro), rispetto alla precedente stima di 1,0 miliardo. L’outlook sul flusso di cassa resta invece invariato a 1 miliardo di corone (134 milioni di euro).
Nel secondo trimestre la performance della rete è risultata in linea con le attese e i progetti del piano Logistics Boost, avviati lo scorso anno, stanno procedendo secondo i piani. Tuttavia, l’adattamento delle operazioni di traghetti nel Mediterraneo non ha dato i risultati sperati: i volumi sono rimasti stabili, ma le iniziative di pricing hanno inciso meno del previsto. Per il prosieguo dell’anno DFDS ha già avviato ulteriori azioni per rafforzare il recupero dei margini.
Il Logistics Boost è un programma interno lanciato da DFDS nel 2024 per migliorare l’efficienza e la redditività della divisione logistica. Include iniziative di riorganizzazione, digitalizzazione, automazione dei processi, ottimizzazione delle flotte e riduzione dei costi. L’obiettivo è rendere la logistica più profittevole e allineata agli standard finanziari del gruppo.
Situazione analoga per la divisione Logistics Türkiye & Europe South (divisione che gestisce i trasporti e le attività logistiche legate alla Turchia e al Sud Europa con Italia, Grecia, Balcani, Spagna), che ha fatto progressi sul ridimensionamento della rete ma non ha raggiunto i target su volumi e margini, complice il rallentamento del mercato dei trasporti in Turchia. L’obiettivo di raggiungere il pareggio entro fine anno potrebbe quindi slittare.
La generazione di cassa nel trimestre si è mantenuta in linea con le attese, e la società prevede un miglioramento della leva finanziaria nella seconda metà del 2025.
Le previsioni rese note da DFDS confermano che il porto di Trieste resta al centro della competizione tra il Gruppo danese e Grimaldi sulle rotte Ro-Ro con la Turchia. La compagnia danese considera il terminal triestino un asset strategico, ma deve fare i conti con la pressione sui margini e la riduzione dei noli dopo l’ingresso dei concorrenti.
Grimaldi ha rafforzato la propria presenza aggiungendo una terza nave sulla linea Trieste–Istanbul e intensificando la concorrenza diretta. Una scelta destinata a vivacizzare l’Autostrada del mare con la Turchia, ma anche a sollevare quesiti sui futuri assetti dei terminal Ro-Ro nello scalo internazionale del Friuli Venezia Giulia.




