TRIESTE – Il governo federale austriaco ha approvato il nuovo pacchetto sui pedaggi per i mezzi pesanti. Le misure, discusse per mesi con le associazioni del trasporto merci, mirano a rendere più trasparente il sistema dei costi e a favorire la transizione verso veicoli a zero emissioni.
Dal 2026 il pedaggio per i camion terrà conto in modo più incisivo dei costi esterni legati all’inquinamento atmosferico, al rumore e alle emissioni di CO₂, con un onere aggiuntivo stimato in 42 milioni di euro l’anno. Allo stesso tempo, per alleggerire il peso sul settore, l’adeguamento automatico all’inflazione dei costi infrastrutturali verrà sospeso una volta sola, mantenendo stabile il pedaggio per il prossimo anno.
Il ministro della Mobilità Peter Hanke ha sottolineato che «la decisione crea maggiore trasparenza dei costi nel trasporto su strada e sostiene la transizione del settore verso camion a zero emissioni».
Le imprese del trasporto, tuttavia, restano caute. Secondo Alexander Klacska, presidente della sezione trasporti della Camera economica austriaca (WKO), molte aziende sono “al limite delle proprie capacità” dopo l’aumento dei costi operativi, passati da 63.000 a oltre 80.000 euro l’anno per un camion da 40 tonnellate. L’Austria resta inoltre tra i Paesi di transito più costosi in Europa.
Il ministero della Mobilità sostiene inoltre la conversione delle flotte con un fondo di circa 80 milioni di euro nell’ambito del programma “eMove Austria”, mentre lo sconto del 75% sui pedaggi per i camion a zero emissioni resterà in vigore fino al 2030.
Parallelamente, l’Austria ha deciso la fine delle vignette adesive: dal 2027 sarà disponibile solo quella digitale. Già oggi oltre il 75% dei bolli annuali è elettronico. Nel 2026 il prezzo salirà a 106,80 euro, con un adeguamento del 2,9% all’indice dei prezzi. La rete di distribuzione – che include stazioni di servizio, tabaccai e caselli – continuerà comunque a garantire un accesso “analogico” per gli utenti meno digitali.




