TRIESTE – Terminal fluviale a Chioggia: via libera dell’Autorità portuale ma il Comune si oppone.

L’Autorità di sistema portuale del mar Adriatico settentrionale ha dato l’ok al «progetto di area terminalistica per l’accosto di imbarcazioni per il crocierismo fluviale a Isola dei Saloni – Chioggia». La scelta è avvenuta alla luce del fatto che «il Piano Regolatore Portuale è un piano territoriale di rilevanza statale e rappresenta l’unico strumento di pianificazione e di governo del territorio nel proprio perimetro di competenza», nonostante il «parere contrario del Comune di Chioggia». L’istanza era stata presentata dalla società Sviluppo Laguna Srl, frutto della collaborazione di Bassani e Tositti.

Tale via libera avrebbe consentito a Chioggia di proseguire la sua vocazione turistica che si è sviluppata dopo il decreto Clini-Passera, che ha azzerato il traffico croceristico a Venezia. Il porto aveva in seguito trovato una soluzione alternativa, che però in quest’ultimo caso ha trovato un brusco stop.

Per l’amministrazione comunale, ci sono stati due «motivi ostativi» al rilascio del nulla osta. Il primo è che «Tali lavorazioni sono in contrasto con la normativa dello strumento urbanistico vigente, art. 70 delle NTA, in quanto in tale zona sono possibili gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e ristrutturazione degli edifici esistenti. Ai sensi dell’art. 3 comma 1 lettera e.2 ed e.3 del DPR 380/2001 tali opere sono considerate nuove costruzioni quindi non sono ammesse dalla norma urbanistica comunale». Inoltre, i tecnici hanno riscontrato che «L’area in oggetto ricade all’interno del Progetto Speciale n. 1 – sottoprogetto n. 1, la quale scheda indica la prescrizione del Progetto Attuativo per la realizzazione di nuove costruzioni, oltre che la prescrizione della caratura urbanistica di superficie coperta massima di 12.000 mq per le strutture di servizio».

D’altro canto, tra gli enti interessati Regione, Capitaneria, Provveditorato Interregionale per le opere pubbliche Veneto – Trentino-Alto Adige – Friuli-Venezia Giulia, Soprintendenza e Consorzio di bonifica Bacchiglione avevano dato tutti parere favorevole.