TRIESTE – Buone prospettive per i porti di Trieste e Monfalcone, nonostante le “innumerevoli variabili negative che hanno caratterizzato lo scenario internazionale a partire dal 2022 e nel biennio 2023 e 2024”.

Questo il messaggio che si evince dalla relazione programmatica del Commissario dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale, Donato Liguori, in premessa al Bilancio di previsione per il 2026, approvato ieri dal Comitato di gestione che sovrintende i porti di Trieste e Monfalcone.

Il documento contabile prevede un risultato di competenza della gestione 2026 con un saldo negativo di 256.395.913,82 euro, coperto con l’utilizzo di parte dell’avanzo vincolato degli esercizi precedenti (circa 236 milioni), dell’avanzo 2025 derivante da accertamenti collegati a finanziamenti (5,3 milioni) e dell’avanzo presunto non vincolato 2025 (14,6 milioni). L’avanzo di amministrazione al 31 dicembre 2026 dovrebbe attestarsi a di 15.914.649,87 euro.

Nella relazione programmatica, che ha tenuto conto di tutti gli aspetti principali in grado di influire sui traffici dei due scali del Friuli Venezia Giulia, per quanto riguarda il mercato di diretto riferimento (Europea Centro-Orientale), si prevedono ancora dati di sostanziale tenuta, se pur ridotti rispetto alle precedenti analisi.
“L’ andamento delle economie del Centro Est Europa rilevabile dagli ultimi indici sull’andamento della produzione industriale pubblicati da Eurostat si è progressivamente allineato all’andamento delle economie occidentali” si legge nella relazione.
Alla luce di dei dati macroeconomici “… risulta consolidata la funzione strategica dei porti dell’arco Nord-Adriatico Orientale, in particolare degli scali di Trieste, Koper e Rijeka e viene ampiamente confermata la valenza della via Adriatica quale gate preferenziale di accesso ai mercati emergenti del continente europeo, soprattutto nelle relazioni di interscambio con l’Estremo Oriente e il Sud Est Asiatico”.

Durante la riunione dell’Organismo di parternariato, che ha preceduto quella del Comitato di gestione, sono emersi anche i temi legati alla figura del Direttore per mandare avanti la crescita del porto di Monfalcone (in attesa di numerosi interventi di sviluppo), delle spese per il personale dell’Authority e dei contributi regionali alle attività delle società partecipate.