TRIESTE – Nonostante la forte incertezza del contesto internazionale, grazie alla cantieristica navale il Friuli Venezia Giulia cresce a doppia cifra nell’export.
Nei primi nove mesi del 2025, il valore delle vendite estere delle imprese del Friuli Venezia si è attestato a quasi 16 miliardi di euro, contro i 13 registrati nello stesso periodo dello scorso anno. La crescita, che ha sfiorato i 3 miliardi di euro (+22,5% in termini relativi), è stata la più elevata tra tutte le regioni italiane. A livello nazionale, la variazione è stata pari a +3,6%, nel Nordest si è osservata una crescita del +1,9%, come risultato di dinamiche contrapposte: Trentino-Alto Adige -1,5%, Veneto -0,6%, Emilia-Romagna +0,5%.
Il risultato positivo è stato determinato dall’andamento della cantieristica navale, caratterizzata, come è noto, da una elevata variabilità dell’export nel tempo. Nei primi nove mesi dello scorso anno le vendite di navi e imbarcazioni avevano totalizzato un valore di poco superiore a 1 miliardo di euro, mentre nello stesso periodo del 2025 hanno sfiorato quota 3,7 miliardi (pari ad un incremento del 245,6%). Anche al netto di questo comparto, la variazione dell’export regionale si manterrebbe in ogni caso leggermente positiva (+2,6%).
A livello territoriale l’incremento registrato nella cantieristica è attribuito interamente alla provincia di Trieste (+118,7%), per questo l’area isontina presenta una leggera diminuzione (-1,3%). La provincia di Udine registra un aumento pari a +2,3%, quella di Pordenone ottiene un risultato maggiormente positivo (+6,4%).
In merito alle destinazioni geografiche dell’export delle imprese regionali, si osserva infine una crescita sostenuta dei flussi destinati alla Germania (+55,3%) e agli Stati Uniti (+67,5%), proprio grazie alla cantieristica navale (l’attribuzione dipende dal Paese di riferimento della società). Tra i principali Paesi partner si segnala un calo delle esportazioni degno di nota solo verso la Polonia (-6,8%).
Gli altri principali settori di specializzazione dell’economia del Friuli Venezia Giulia mostrano in genere dei risultati positivi in termine di vendite estere: è il caso della meccanica strumentale (+7,6%), dei mobili (+6,9%), dei prodotti alimentari e delle bevande (+8,6%) e degli apparecchi elettrici (+12,6%). Più stabile l’andamento della metallurgia (-1,8%), mentre il comparto che comprende computer, apparecchi elettronici e ottici presenta un notevole ridimensionamento (-46,5%, connesso all’area giuliana).
La ricerca è stata fornita dall’Ires Fvg (Alessandro Russo) rielaborando dati ISTAT.




