TRIESTE – Noli marittimi in rientro e analisi degli scenari futuri nell’ultimo numero della newsletter di AIOM, l’Agenzia imprenditoriale operatori marittimi Trieste.
Dopo aver segnalato alcuni dei principali fattori che hanno colpito soprattutto le economie dei paesi emergenti (rincaro prodotti energetici e materie prime, alternanza di periodi di lockdown nei porti cinesi, la carenza di semi-lavorati, vicenda bellica Russia-Ucraina), AIOM individua come unico dato positivo i ricavi delle compagnie armatoriali. Proprio sul fronte delle tariffe per i noli marittimi, pur considerando i valori attuali ancora molto alti rispetto al punto di partenza, l’analisi valuta gli ultimi grafici di società specializzate come un’indicazione di “accentuata tendenza al rientro”.
Nel prendere in esame la questione relativa alle congestioni nei porti a livello mondiale, invece, AIOM fa una premessa e si pone un’affascinante quesito. “… constatiamo che i tempi di attesa fuori dai porti americani per le navi portacontainer sono attualmente elevatissimi e tali da far perder almeno un viaggio anno ad ogni nave con evidente e costante perdita di nolo a fronte di costi persistenti”, si legge nella newsletter. Sull’Europa, per contro, i segnali di congestion sono certamente molto più limitati e soprattutto con possibilità di servire gli stessi mercati sia dai porti Mediterranei che dal Nord Europa, con noli molto simili e costi fra loro competitivi: anzi addirittura vantaggiosi in particolare nel caso dei Porti Nord Adriatici che servono in maniera sempre più crescente il cuore economico dell’Europa.
Ultimo elemento l’iniziativa dell’agenzia americana FMC (Federal Maritime Commission), che sta rivolgendo una particolare attenzione allo stato dell’arte sul potere dei tre consorzi (2M, Ocean Alliance e The Alliance) e dei loro singoli membri in merito alla loro importanza strategica e fondamentale per la sopravvivenza dell’economia statunitense, con un richiamo agli obblighi contrattuali degli stessi.
“Cosa accadrebbe se uno a caso dei tre consorzi, anche per le “attenzioni” della FMC, decidesse di alleggerire i servizi sugli USA considerati gli attuali eccessivi tempi morti di attesa delle navi fuori dai porti americani? E di “switchare” il servizio sull’Europa?” si chiede AIOM.

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