TRIESTE – I porti di Trieste e Monfalcone chiudono il 2025 sopra i 64 milioni di tonnellate, con Portorosega che registra l’accelerazione più marcata dell’intero Adriatico orientale.

L’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale ha reso noto che il porto di Trieste, come anticipato da Adriaports, archivia l’anno con circa 60 milioni di tonnellate (+0,7%), mantenendo una sostanziale stabilità rispetto al 2024. Le rinfuse liquide salgono oltre i 43 milioni di tonnellate (+4,4%), spinte dal greggio movimentato dal terminal SIOT, che supera i 41,9 milioni di tonnellate. Un incremento legato soprattutto alla maggiore domanda di approvvigionamento della Repubblica Ceca dopo l’interruzione delle forniture tramite l’oleodotto Druzhba.

Il comparto container chiude invece in calo a 681.733 Teu (–19%), effetto della riduzione dei traffici di transhipment dopo la fine dell’alleanza 2M. Il dato è però bilanciato dalla tenuta dell’hinterland, che resta stabile a 536.930 Teu, con una crescita dei container pieni pari al +4,9%.
«La riduzione che vediamo nei volumi di container è in larga parte attribuibile al forte calo del transhipment, che si dimezza rispetto all’anno precedente. Al contrario, il traffico di hinterland, cioè quello legato ai mercati europei di destinazione, resta stabile e i container pieni crescono. Questo andamento, pur in presenza di un dato complessivo negativo, conferma la natura di Trieste come porto gateway, orientato ai flussi reali di import-export e non al puro trasbordo. Il calo dei Teu – commenta il presidente dell’Authority, Marco Consalvo – non segnala quindi una perdita di competitività, ma una selezione qualitativa dei traffici, con più merci direttamente connesse all’economia produttiva europea».

Crescono anche le autostrade del mare, con 317.296 unità Ro-Ro (+7,4%), sostenute dall’avvio di nuove linee con la Turchia. Più debole il dato delle merci varie e delle rinfuse solide, ad eccezione dei cereali, che tornano a crescere.
Il dato ferroviario complessivo del sistema Trieste-Monfalcone raggiunge gli 11.600 treni (+3,8%), nonostante le limitazioni dovute ai cantieri infrastrutturali e alla chiusura del tunnel dei Tauri. Trieste conta 7.939 treni (+1,6%), con Germania, Austria e Ungheria come principali mercati di riferimento.

Il vero protagonista del 2025 è però Monfalcone. Lo scalo supera i 4 milioni di tonnellate movimentate, con una crescita del 19,4%, tornando sui livelli del biennio record 2016-2017. L’aumento è diffuso a tutte le categorie. Le rinfuse solide raggiungono 3,49 milioni di tonnellate (+21,9%), confermandosi il motore principale dello scalo. Le merci varie salgono a 791.704 tonnellate (+9,3%), mentre i veicoli commerciali crescono a 103.397 unità (+19,2%).
Significativo anche il dato ferroviario di Portorosega: 2.239 treni (+21,16%).

«Nel loro insieme – conclude Consalvo – i dati del 2025 mostrano un sistema portuale in equilibrio dinamico: Monfalcone accelera con forza, mentre Trieste riduce il peso del puro transito e rafforza la propria funzione di piattaforma energetica e di porta d’accesso marittima dell’Europa centrale. I flussi risultano sempre più connessi all’economia reale dei territori serviti e a un sistema produttivo orientato allo sviluppo del lavoro portuale e ad attività a più alto valore aggiunto».