TRIESTE – Si chiude sfiorando i 60 milioni di tonnellate di merci movimentata, l’anno appena trascorso al porto di Trieste: crollano i container, crescono petrolio e Ro-Ro.

In attesa dei dati ufficiali da parte dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale (che controlla anche il porto di Monfalcone), risultano 59,9 milioni le tonnellate movimentate dallo scalo del Friuli Venezia Giulia nel corso del 2025. Erano state 59,5 milioni nel corso del 2024.
A saltare subito agli occhi, come anticipato su queste pagine, il crollo del traffico container, che in un anno ha fatto registrare un -19%, fermandosi a 681.733 Teu contro gli 842.198 del 2024.
Le cifre sono ancora da confermare, ma i dati ufficiali non si discosteranno molto da questa prima analisi, con il rischio che, almeno per quanto riguarda i container, il porto di Trieste venga quasi doppiato da quello concorrente di Capodistria (Slovenia) e “avvicinato” da quello di Fiume (Croazia).
Nel dettaglio, resta forte il calo sul transhipment ma tiene sostanzialmente il cosiddetto “mercato interno”.

In crescita invece, come già annunciato nei mesi scorsi, il traffico Ro-Ro lungo l’Autostrada del mare con la Turchia e lungo la nuova rotta con l’Egitto. L’aumento del 7,82% registrato sul numero complessivo di unità e veicoli movimentati, conferma il trend positivo di questo genere di scambi.

Sale del 4,3% anche la movimentazione di petrolio greggio che, assieme a da altre rinfuse liquide, porta il totale a poco più di 43 milioni di tonnellate in dodici mesi.
General cargo ancora in flessione (-7,48%), così come il traffico delle crociere. I passeggeri sono stati poco più di 425mila. Un cifra comunque importante, ma in calo di circa il 15% rispetto al 2024.