TRIESTE – Record storico al terminal container del porto di Capodistria: con 1,27 milioni di Teu movimentati nel 2025 resta saldamente in testa tra gli scali del Nord Adriatico.

Nel dettaglio, la crescita registrata è stata pari al 12%, con 1.272.161 Teu. L’aumento dei volumi, fa sapere Luka Koper, società di gestione dello scalo, è stato trainato soprattutto da nuovi traffici legati all’allestimento e alla fornitura di impianti produttivi nei mercati dell’hinterland, oltre che dalla riorganizzazione dei servizi marittimi dal Far East e all’interno del Mediterraneo.

Il traffico complessivo, con 23.003.522 tonnellate, si è attestato sui livelli del 2024. Nel corso dell’anno sono state ormeggiate complessivamente 1.751 navi, leggermente meno rispetto al 2024. In aumento, invece, il numero di treni movimentati (20.886), dei carri ferroviari (270.516) e dei camion (490.819). Nonostante le limitazioni dovute agli interventi di ammodernamento della rete ferroviaria, la quota del traffico su ferrovia è tornata a prevalere su quella stradale, raggiungendo il 51% del totale.

Nel terminal auto e Ro-Ro, con 914.817 unità equivalenti movimentate, è stato sfiorato il record del 2023, senza però superarlo. La crescita del 3% rispetto al 2024 è stata sostenuta principalmente dalle importazioni di veicoli di diversi costruttori dalla Cina; sono aumentati anche i volumi di esportazione di automobili verso i Paesi del Mediterraneo. Nel segmento delle merci varie si è registrato un calo dei volumi (-11%), dovuto soprattutto alla diminuzione dei traffici di legname, gomma e prodotti in ferro e acciaio. Continua invece a crescere la domanda di project cargo. In flessione anche il traffico delle rinfuse solide e liquide (-10%), principalmente per la riduzione dei volumi di minerale di ferro.

Luka Koper ha registrato nel 2025, sulla base di dati preliminari e non ancora sottoposti a revisione, ricavi netti da vendite pari a 376,5 milioni di euro, in aumento del 15% rispetto al 2024. La crescita dei ricavi è legata soprattutto all’incremento dei traffici container e automobili, oltre che ai maggiori introiti derivanti dalle attività di stoccaggio. Lo scorso anno il settore marittimo e logistico è stato ancora fortemente condizionato dalle limitazioni alla navigazione nel Mar Rosso e attraverso il Canale di Suez. Armatori e operatori logistici si sono quindi concentrati – spiega ancora Luka Koper – soprattutto sulla gestione delle criticità legate al contesto geopolitico e ai cambiamenti delle rotte commerciali.