TRIESTE – Al porto di Monfalcone prende forma un nuovo percorso di confronto strutturato tra Autorità di sistema portuale, operatori e territorio: primo incontro tra  presidente dell’Authority, Marco Consalvo, e terminalisti, promosso dall’europarlamentare Anna Maria Cisint.
«Il porto cresce in doppia cifra, ma ci sono delle esigenze che vanno ancora risolte. Per questo abbiamo avviato il tavolo con i terminalisti. Anche su loro richiesta» ha detto Cisint.
L’incontro segna l’avvio di un tavolo che, nelle intenzioni condivise, diventerà permanente. L’obiettivo è rendere più stabile e rapido il dialogo tra tutti i portatori d’interesse del porto, fornendo risposte più certe alle imprese e ai lavoratori.

«In accordo con il presidente Consalvo abbiamo avviato un tavolo che diventerà permanente al fine di armonizzare il dialogo fra i portatori d’interesse e dare risposte più veloci e certe alle imprese e ai lavoratori, tavolo che presto apriremo a tutti gli attori. Prioritaria attenzione alla sicurezza e alla salute dei lavoratori, per la quale serve continuare ad investire – ha aggiunto l’europarlamentare – per migliorare le condizioni del piazzale, la banchina e lo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi connessi al porto come la ferrovia sia nello sviluppo infrastrutturale ma anche nella gestione quotidiana dei fabbisogni e poi i servizi tecnico nautici, in particolare l’esigenza del servizio rimorchiatori e quelle relative alla maggior esigenza di operatori della Guardia di Finanza».
Il confronto nasce in una fase di forte crescita dello scalo. Le dinamiche geopolitiche internazionali hanno portato a Monfalcone navi di stazza maggiore, con esigenze operative nuove rispetto al passato. Questo ha dato impulso ai traffici, come dimostrano i dati positivi del 2025, ma ha anche reso più urgenti alcune questioni rimaste irrisolte.

Per Cisint, l’incontro è stato anche l’occasione per un confronto diretto con il nuovo presidente su temi di respiro europeo, legati al ruolo strategico dei porti dell’Alto Adriatico. «Che vedono i porti di Trieste e Monfalcone al centro delle nuove rotte e porta d’ingresso verso l’Europa, sfide che vanno affrontate dall’Unione europea senza ideologia, rivedendo ad esempio tutto il sistema degli ETS, e di cui tutta la nostra Regione potrà trarne beneficio, facendo crescere il nostro tessuto economico e sociale» ha concluso Cisint.