TRIESTE – Il Comune di Capodistria torna a mettere in campo, anche per il 2026, i contributi a fondo perduto per la mitigazione dell’impatto ambientale delle attività portuali.

È stato infatti pubblicato il nuovo bando pubblico per il finanziamento di interventi finalizzati alla riduzione delle emissioni nelle aree urbane interessate dalla presenza del porto, in continuità con una misura già adottata negli anni scorsi. L’iniziativa, prevista dal Decreto nazionale del 2019 e dall’Accordo sottoscritto nel dicembre 2023 con Luka Koper (società di gestione dello scalo) che utilizza fondi propri), conferma l’impegno dell’amministrazione comunale nel contenimento degli effetti ambientali e acustici generati dalle operazioni portuali, soprattutto nelle zone residenziali più esposte.

Le domande potranno essere presentate entro il 2 marzo 2026. L’obiettivo è garantire una convivenza quanto più possibile armoniosa tra il porto e la comunità locale. L’intesa prevede l’implementazione di misure volte a ridurre l’impatto delle attività portuali sull’ambiente, con un focus particolare sul centro storico. Secondo questo accordo, Luka Koper destina ogni anno 320.000 euro (per un periodo di cinque anni), per un totale di 1,6 milioni di euro, da utilizzarsi a favore dei residenti. Il bando riguarda tre sottozone individuate attorno allo scalo – zona a contatto, zona prossima e zona più estesa – e finanzia interventi sugli edifici esistenti, anche parziali, come la sostituzione o il restauro di porte e finestre, il rifacimento delle facciate, l’isolamento dei tetti, l’installazione di sistemi di ventilazione e la climatizzazione.

Particolare attenzione è riservata agli immobili situati nel centro storico e tutelati come beni culturali, per i quali sono previste modalità di intervento compatibili con i vincoli di conservazione. Il contributo pubblico copre almeno il 50% delle spese ammissibili e può includere lavori edili e impiantistici, fornitura dei materiali e IVA. L’entità massima del finanziamento varia in funzione della sottozona e della tipologia di intervento, secondo percentuali definite negli allegati al bando. La riproposizione della misura per il 2026 conferma dunque, sottolinea una nota del Comune, una linea di intervento strutturale, che affianca lo sviluppo delle attività portuali con politiche di compensazione ambientale a beneficio dei residenti, in un contesto – quello dell’area portuale di Capodistria – sempre più attento all’equilibrio tra logistica, città e sostenibilità.