TRIESTE – La segnalazione di una possibile presenza di idrogeno solforato durante un’operazione di trasbordo di carburanti nel porto di Capodistria non ha trovato conferme nelle successive verifiche. Le persone coinvolte sono state dimesse in giornata e non risultano casi di intossicazione.

Luka Koper (società di gestione dello scalo) ha chiarito che l’episodio è stato avviato dalla segnalazione, da parte di un dipendente, di un odore sospetto durante il prelievo di campioni di gasolio e biodiesel da una cisterna ferroviaria. La segnalazione è avvenuta all’interno di una sala di controllo, nel corso di un’operazione di campionamento diretto da un vagone.

All’arrivo dei servizi di intervento del porto, l’area è stata immediatamente messa in sicurezza. Sono state effettuate misurazioni in diversi punti del terminal e sui vagoni interessati, senza che venisse rilevata la presenza di idrogeno solforato. Ulteriori controlli, ripetuti anche nella giornata successiva, hanno confermato l’assenza di gas nocivi nell’area operativa.

Le verifiche interne sono tuttora in corso, spiega Luka Koper in una nota. In base agli elementi disponibili, l’odore sospetto sarebbe stato percepito solo su alcuni vagoni movimentati nella notte precedente. Campioni di gasolio e biodiesel sono stati inviati a laboratori specializzati per le analisi, anche perché la presenza di H₂S in questo tipo di carburanti viene definita come anomala.
Per quanto riguarda le persone coinvolte, Luka Koper conferma che sette persone, tra cui un dipendente e un operatore esterno addetto al campionamento, sono state trasferite a scopo precauzionale all’ospedale di Isola, dal quale però sono state dimesse lo stesso giorno dopo gli accertamenti sanitari. Secondo le informazioni ufficiali, non si è verificato alcun caso di avvelenamento.

In via preventiva, Luka Koper ha rafforzato i controlli sull’intero processo di trasbordo delle merci liquide e ha garantito pieno supporto al personale.