TRIESTE – Ravenna si candida a perno nazionale per la logistica delle materie prime. Alla Camera dei Deputati il confronto promosso da ONTM e dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale ha messo al centro le rinfuse e il loro peso nell’economia italiana, con il porto romagnolo indicato come riferimento operativo. L’iniziativa, intitolata “Non solo container – La logistica delle materie prime per lo sviluppo del Paese”, ha riunito esponenti del Governo, rappresentanti istituzionali e operatori industriali. Nei vari interventi è emersa una linea comune: le rinfuse solide e liquide non sono un segmento tecnico della portualità, ma la base fisica delle filiere produttive, dall’agroalimentare all’energia, dalla chimica alla siderurgia. I dati presentati durante l’incontro rafforzano questo messaggio.
Secondo uno studio di SRM, circa il 77% delle merci movimentate via mare nel mondo è costituito da rinfuse. Nei porti italiani queste merci rappresentano quasi la metà dei traffici complessivi. Un’analisi di Steer Group ha quantificato l’impatto economico dei comparti legati alle rinfuse in circa 420 miliardi di euro di valore aggiunto, pari a una quota rilevante del totale nazionale, con decine di migliaia di occupati diretti. In questo quadro Ravenna è stata indicata come hub strategico. Lo scalo è il primo in Italia per traffico di rinfuse solide e uno dei principali punti di ingresso per materie prime destinate al manifatturiero del Nord e del Centro Italia.
La sua specializzazione storica in cereali, prodotti metallurgici, chimici ed energetici lo rende un’infrastruttura strettamente collegata alla continuità produttiva delle imprese. Dal dibattito è emerso con chiarezza il tema della sicurezza degli approvvigionamenti. Le materie prime critiche sono considerate un fattore di sovranità economica. Garantire flussi regolari e competitivi significa rafforzare la resilienza industriale del Paese. In questo senso il porto di Ravenna è visto come nodo di ingresso e smistamento che deve essere sostenuto da collegamenti ferroviari e stradali adeguati, oltre che da una pianificazione coerente tra logistica e politica industriale. I rappresentanti istituzionali intervenuti hanno richiamato la necessità di una visione nazionale che integri porti, retroporti e infrastrutture terrestri. Tra le proposte discusse, anche l’ipotesi di un tavolo permanente dedicato alle rinfuse, per monitorare l’andamento delle materie prime strategiche e coordinare interventi pubblici e privati.




