TRIESTE – Trieste Marine Terminal apre il 2026 con un calo dei volumi, ma il mercato guarda già alla ripresa nei prossimi mesi. Nei primi due mesi dell’anno il terminal container del porto di Trieste, controllato dal gruppo MSC, ha registrato una flessione del 27,11% nel numero di Teu movimentati. Un dato che, letto isolatamente, appare significativo ma che va inserito in un contesto più ampio. Il confronto avviene infatti con un inizio 2025 particolarmente forte, caratterizzato da livelli quasi record di traffico. Una base di partenza molto alta che amplifica la variazione percentuale negativa registrata nel 2026.

Indicazioni simili erano già emerse anche nei mesi scorsi, con l’andamento dei volumi nel porto di Trieste sempre più legato alla ciclicità dei servizi deep sea e alle scelte delle grandi alleanze armatoriali. In particolare, la riorganizzazione delle linee e la temporanea riduzione di alcuni servizi Asia-Europa (divorzio tra Maersk e MSC) avevano già inciso sui flussi containerizzati nello scalo del Friuli Venezia Giulia. Il rallentamento dei primi mesi del 2026 si inserisce quindi in una fase di transizione, legata sia alla revisione delle rotazioni marittime sia al riassetto delle catene logistiche globali.

Le prospettive per la seconda parte dell’anno restano però positive. È atteso infatti un recupero dei volumi già a partire dalla metà del 2026, sostenuto dall’introduzione di nuove linee di collegamento con il Far East. Un fattore che potrebbe riportare traffici significativi su Trieste, rafforzando il ruolo dello scalo nel corridoio Asia–Europa.