TRIESTE – Il nuovo segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale ha espressamente citato il Porto Franco internazionale di Trieste come leva di sviluppo.
Nel suo primo intervento, durante una conferenza stampa, Natale Ditel richiama in modo esplicito la natura unica dello scalo. «Il porto franco di Trieste è l’unico internazionale. Oggi dobbiamo acquisire una consapevolezza ulteriore di come portarlo a sfruttare e sono convinto che abbiamo tutti i requisiti per poterlo fare».
Il riferimento è all’Allegato VIII del Trattato di Parigi, che riconosce a Trieste un regime giuridico speciale a livello internazionale.
Nel quadro strategico indicato dal segretario generale, le infrastrutture restano centrali. Come priorità vengono citati il Molo VIII e la Stazione di Servola, considerati passaggi chiave per sostenere la crescita e migliorare la capacità operativa del porto.
Sul fronte dei traffici, Ditel individua come primo obiettivo «il recupero del 27,1% dei volumi container persi dopo la fine dell’alleanza 2M». Rispondendo alle domande dei giornalisti, il neosegretario ha fatto capire di avere le idee chiare in proposito.
«Però questo lo voglio tenere riservato perché sarebbe scorretto nei confronti degli operatori economici che col presidente (Consalvo, ndr) potremmo incontrare e lì bisogna studiare una roadmap, ma io ho molta, molta fiducia. Io penso che sia un traffico recuperabilissimo».




