VENEZIA – Il sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale chiude il 2025 con traffici in crescita, conti solidi e una spinta sugli investimenti infrastrutturali in calo rispetto al “boom” del Pnrr. È questo il quadro che emerge dal rendiconto generale dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Adriatico settentrionale – Porti di Venezia e Chioggia, approvato oggi.
Una delle principali novità riguarda proprio l’andamento dei traffici: nel 2025 i due scali hanno movimentato complessivamente 26,2 milioni di tonnellate di merci, in aumento del 5,1% rispetto all’anno precedente. Venezia cresce del 4,9% (25,3 milioni), mentre Chioggia registra un +10,7% (900mila), confermando il ruolo complementare dei due porti nel sistema logistico dell’alto Adriatico. A trainare sono soprattutto il comparto commerciale e il traffico container, con i Teu che salgono dell’11,2%, passando da 478 mila a oltre 532 mila unità.
In crescita anche il traffico passeggeri, che raggiunge quota 700mila persone, grazie all’aumento delle crociere e dei collegamenti traghetto.
Sul fronte economico-finanziario, il rendiconto evidenzia un avanzo di amministrazione pari a 83,2 milioni di euro e un risultato positivo della gestione corrente di 27,5 milioni.
Dal 1996 a oggi, il valore complessivo degli investimenti realizzati dal porto di Venezia supera 1,5 miliardi di euro, con un calo del valore annuo dal 2024 al 2025 da 73 milioni a 19 milioni.
Gli investimenti, pur ridimensionati rispetto agli anni caratterizzati dalle risorse PNRR e PNC, restano concentrati su opere strategiche per l’accessibilità e l’efficienza dello scalo. Nel 2025 sono stati destinati quasi 19 milioni di euro a infrastrutture ed escavi, con interventi principali sul nuovo ponte ferroviario del canale ovest, sugli escavi dei canali portuali sia di Venezia e Chioggia e sulla manutenzione del canale Malamocco-Marghera.
Nella relazione del presidente Matteo Gasparato viene sottolineata la capacità del sistema portuale di mantenere stabilità e competitività in un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche e trasformazioni delle catene logistiche globali: «Il ritorno di Donald Trump alla Presidenza degli Stati Uniti ha contribuito a ridefinire gli equilibri internazionali, alimentando nuove tensioni commerciali e una rinnovata spinta verso politiche protezionistiche. Al contempo, il protrarsi del conflitto in Ucraina e l’instabilità in Medio Oriente hanno accresciuto l’incertezza, ponendo sotto pressione il sistema delle relazioni internazionali e il tradizionale assetto euroatlantico. In questo scenario, l’Europa è chiamata a rafforzare la propria autonomia strategica, sia sul piano economico sia su quello della sicurezza, sviluppando un sistema più resiliente e meno esposto agli shock esterni».
Inoltre, Gasparato ha evidenziato l’importanza di valorizzare i «compendi strategici, anche in vista della riconsegna di asset rilevanti. In questo ambito si inserisce la consultazione di mercato per il traffico megayacht, orientata allo sviluppo di segmenti ad alto valore aggiunto».
t.b.




