TRIESTE – Porto Marghera si candida a diventare uno dei principali poli europei per la lavorazione della grafite grazie alla joint venture firmata tra Alkeemia e International Graphite Ltd.
L’accordo prevede la realizzazione di un nuovo hub industriale all’interno del sito veneziano di Alkeemia, con l’obiettivo di rafforzare la filiera europea delle materie prime critiche legate alla transizione energetica.
L’intesa è stata siglata durante l’ultima edizione dell’Alkeemia Battery Forum e si inserisce nel quadro del European Union Critical Raw Materials Act, che punta entro il 2030 a processare in Europa almeno il 40% delle materie prime critiche.

La nuova società sarà controllata al 51% da Alkeemia e al 49% da International Graphite, mentre la distribuzione degli utili sarà paritetica. Il progetto prevede una capacità iniziale di circa 10mila tonnellate annue di grafite lavorata, destinata a salire fino a 15mila tonnellate entro tre anni. L’avvio dei lavori potrebbe partire nel terzo trimestre del 2026, mentre la produzione è prevista entro la fine del 2027, subordinatamente alla decisione finale di investimento.
Secondo quanto comunicato dalle aziende, il progetto sfrutterà le infrastrutture industriali, ferroviarie, portuali ed energetiche già presenti a Porto Marghera, oltre alle autorizzazioni ambientali e ai laboratori esistenti. Alkeemia sta inoltre completando una nuova linea dedicata alla purificazione della grafite nel sito veneziano.

«Questo accordo rappresenta un passaggio fondamentale non solo per Alkeemia, ma più in generale per lo sviluppo di una vera supply chain europea relativa alle critical raw materials e in particolare della grafite», ha detto Lorenzo Di Donato, amministratore delegato di Alkeemia. Il manager ha sottolineato la necessità per l’Europa di ridurre la dipendenza da filiere esterne e sviluppare capacità produttive locali considerate più sostenibili e resilienti.
Sul progetto è intervenuto anche l’assessore regionale allo sviluppo economico del Veneto Massimo Bitonci, che ha definito l’accordo «un passaggio concreto e strategico» per trasformare Marghera in «un grande polo europeo per le materie prime critiche».

Bitonci ha evidenziato come la grafite sia centrale per batterie, accumulo energetico, mobilità elettrica e tecnologie avanzate, aggiungendo che l’investimento potrebbe favorire nuova occupazione qualificata e attrarre ulteriori capitali industriali sul territorio. L’assessore ha inoltre richiamato il ruolo della ZLS Bluegate Porto di Venezia-Rovigo come strumento per sostenere nuovi insediamenti produttivi e logistici nell’area veneziana.

Negli ultimi mesi il Governo italiano aveva già indicato Porto Marghera come possibile hub strategico nazionale ed europeo per lo sviluppo delle filiere delle terre rare e dei materiali strategici collegati alla transizione energetica.