TRIESTE – La portacontainer MSC Sariska V è stata colpita da un missile da crociera mentre navigava al largo del porto iracheno di Um Qasr. L’attacco, rivendicato dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), non ha causato feriti tra i membri dell’equipaggio ma ha riportato sotto i riflettori i rischi per la navigazione commerciale nell’area del Golfo.
Secondo quanto riferito dall’IRGC e riportato da Iran International, la sua marina ha colpito la nave mercantile “in rappresaglia per un attacco militare statunitense contro la nave mercantile Lian Star, battente bandiera gambiana e diretta in Iran, nel Mar d’Oman”, definendo la MSC Sariska V una nave appartenente al “nemico americano-israeliano”. L’esplosione sarebbe avvenuta a circa 40 miglia nautiche a sud-est di Umm Qasr, secondo quanto riportato dall’Ansa.
MSC ha confermato che l’unità è stata raggiunta da due proiettili. Il primo ha colpito la nave mentre il pilota era ancora a bordo durante la partenza dal porto, mentre un secondo ha raggiunto poco dopo l’area riservata all’equipaggio.
La compagnia ha precisato che tutti i marittimi sono rimasti illesi e ha sottolineato la professionalità dimostrata dall’equipaggio nel mettere rapidamente in sicurezza la nave e il carico. Nel comunicato diffuso da Ginevra, MSC ha respinto con fermezza le accuse avanzate dall’IRGC, definendo l’attacco “del tutto ingiustificato”. Il gruppo ha ribadito di essere una compagnia di navigazione commerciale neutrale, senza alcuna affiliazione con Stati Uniti o Israele.
L’azienda ha inoltre ricordato di essere stata fondata dal comandante italiano Gianluigi Aponte, di avere sede in Svizzera e di essere interamente controllata dai figli Diego e Alexa Aponte, entrambi cittadini italiani.
MSC ha espresso profonda preoccupazione per il rischio che simili episodi rappresentano per la sicurezza dei marittimi e per la continuità degli scambi commerciali marittimi in una delle aree più strategiche per il commercio mondiale.




