TRIESTE – Venezia non è più esposta al rischio di entrare nella “blacklist” dell’Unesco, ma le preoccupazioni non sono sparite. Oltre alla gestione del turismo, a generare timori nell’ente è anche la laguna, il suo rapporto con il porto e i canali navigabili.
Nel corso dell’ultimo appuntamento, cioè la convention sulla protezione dei siti mondiali a rischio, avvenuta il 3 luglio scorso a Parigi, l’Unesco ha evidenziato come tra i punti di maggior criticità vi siano “Infrastrutture per il trasporto marittimo”, “Proposte di grandi infrastrutture, interventi di navigazione e opere edilizie, comprese nuove piattaforme offshore, nuovi terminal, porti turistici e grandi strutture ricreative nella Laguna e nel suo contesto immediato”, poi gli “Impatti negativi sull’ecosistema lagunare e sul patrimonio edilizio”, “Inquinamento delle acque marine”, “Potenziali impatti ambientali negativi provocati da motoscafi, navi da crociera e petroliere”, “Cambiamenti climatici ed eventi meteorologici estremi” e gli “Effetti del cambiamento climatico sull’ecosistema della Laguna e sul patrimonio costruito”.
L’ente ritiene che si siano spiragli per vedere il bicchiere “mezzo pieno” e i capisaldi, si legge nel testo divulgato a fine evento, sono vari: «I Comuni interessati hanno predisposto i Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), supportati da sistemi di raccolta e analisi dei dati climatici. L’istituzione della nuova Autorità per la Laguna e del relativo Comitato Scientifico rafforza le attività di gestione del rischio e di adattamento ai cambiamenti climatici, insieme al Centro Previsioni e Segnalazioni Maree del Comune di Venezia. Il sistema Mose consente di mitigare efficacemente il rischio delle acque alte, mentre è previsto un programma di monitoraggio ambientale fino al 2037».
Per quanto riguarda la valutazione dell’Unesco, all’interno del testo si legge: «Il rapporto evidenzia progressi tangibili nel passaggio da un approccio prevalentemente reattivo, incentrato sulle singole minacce, a un quadro di gestione più strutturato e integrato». Resta però l’incognita cambiamenti climatici, che continuano ad essere «una delle minacce più persistenti».
Positivo è stato valutato l’approccio: «L’istituzione dell’Autorità per la Laguna… testimonia una risposta coordinata a livello regionale, che dovrà tuttavia essere chiaramente orientata alla tutela del Valore Universale Eccezionale del sito. Sebbene il sistema Mose affronti efficacemente il rischio immediato delle acque alte e sia previsto un monitoraggio ambientale fino al 2037, sarà necessario sviluppare ulteriori misure di mitigazione basate sui risultati del monitoraggio, al fine di affrontare gli effetti ecologici che il sistema può determinare sull’ecosistema lagunare».
Tra i suggerimenti forniti figurano però alcune osservazioni: «Dovrà proseguire la rendicontazione relativa al nuovo modello di navigazione delle navi da crociera e agli interventi di manutenzione dei canali… Il nuovo Piano Regolatore Portuale (Port Master Plan) dovrà essere preceduto da una Valutazione Ambientale Strategica (VAS) completa, prima della predisposizione delle singole Valutazioni di Impatto Ambientale dei progetti». E per quanto concerne il porto offshore: «Qualsiasi proposta relativa a un terminal crocieristico situato all’esterno della laguna dovrà essere notificata preventivamente al Centro del Patrimonio Mondiale, corredata dalla relativa Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), affinché gli Organismi Consultivi possano valutarla, includendo un’analisi degli impatti cumulativi sul Valore Universale Eccezionale del bene».
Nel «riconoscere gli sforzi», Unesco chiede però di «rafforzare le azioni volte ad affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici attraverso l’istituzione dell’Autorità per la Laguna e l’adozione dei Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC)», pur ribadendo che si sia lontani dalla risoluzione dei problemi. Infatti, si sottolinea nel documento che: «(Unesco) ribadisce tuttavia la propria preoccupazione per il fatto che il cambiamento climatico continui a rappresentare una minaccia persistente e trasversale per il bene».
In particolare, sull’offshore, si legge: «qualsiasi progetto relativo a nuovi terminal crocieristici, sia all’interno sia all’esterno della Laguna, sia fondato sui risultati della VAS e venga notificato al Centro del Patrimonio Mondiale sin dalle fasi iniziali di elaborazione corredato dalla relativa Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), comprensiva dell’analisi degli impatti cumulativi sul Valore Universale Eccezionale del bene».
Fattori che portano a richiedere, entro il 1 febbraio 2027, un «apporto aggiornato sullo stato di conservazione del bene e sull’attuazione delle richieste sopra riportate, comprensivo di una relazione sullo stato di avanzamento delle misure correttive».




