TRIESTE – Il trasporto merci su rotaia in Ungheria attraversa una fase sempre più critica. Nel primo trimestre del 2026 il settore ha registrato un nuovo calo dei volumi trasportati, mentre i costi operativi sono aumentati e i ricavi sono diminuiti, aggravando la perdita di competitività rispetto al trasporto stradale.

È quanto emerge dall’ultimo indice dei costi elaborato da HUNGRAIL, l’associazione delle imprese ferroviarie ungheresi, che avverte come senza un rapido intervento del governo il ruolo della ferrovia nella logistica nazionale rischi di ridursi ulteriormente.

La domanda di trasporto ferroviario è in flessione ormai da tre anni. La debolezza dell’industria, dell’agricoltura e dell’export ha ridotto i volumi di merci tradizionalmente trasportate su rotaia, come acciaio, prodotti chimici, cereali, fertilizzanti e materiali da costruzione. Nel primo trimestre del 2026 le prestazioni del settore, misurate in tonnellate-chilometro, sono diminuite del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il traffico nazionale è crollato del 13,2% e quello internazionale del 3,5%. Dal 2023 il ridimensionamento è stato particolarmente pesante: il peso delle merci trasportate è diminuito del 22%, mentre le prestazioni complessive sono scese del 18%.

Parallelamente continuano a crescere i costi. Nel primo trimestre del 2026 il costo unitario del trasporto ferroviario merci è aumentato del 4,1% su base annua, nonostante i programmi di riduzione delle spese e dei dipendenti adottati dalle imprese. A incidere sono soprattutto i maggiori costi della trazione, della gestione operativa, della manutenzione e del personale, oltre ai problemi infrastrutturali che rallentano la circolazione dei treni e aumentano i tempi di percorrenza.
Le aziende non riescono però a trasferire questi rincari sui clienti. I ricavi medi per tonnellata-chilometro sono infatti diminuiti del 2,6% rispetto a un anno prima, anche per effetto del rafforzamento del fiorino, che riduce il valore in valuta nazionale degli incassi realizzati in euro sui traffici internazionali.

Secondo HUNGRAIL, la combinazione tra domanda debole, aumento dei costi e pressione concorrenziale del trasporto stradale sta compromettendo la sostenibilità economica delle imprese ferroviarie. Se la situazione non cambierà, il settore rischia ulteriori tagli di capacità, il rinvio degli investimenti e una progressiva perdita di quote di mercato, mettendo in difficoltà anche gli obiettivi europei di trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia.