TRIESTE – Passaggio di proprietà per il cantiere navale Tehnomont di Pola: l’imprenditore zagabrese Ante Obućina, attraverso la società Linear Alpha, ha acquisito il controllo dell’azienda, rilevandola dai precedenti soci Gordana Deranja, Miljenko Brnić, Aleksandar Šuran e Sean Lisjak.
L’operazione, maturata dopo mesi di trattative e anticipata già lo scorso autunno con l’ingresso di Obućina nel management, segna una fase di continuità strategica e industriale per lo stabilimento istriano. Il nuovo proprietario ha infatti escluso cambiamenti nella linea aziendale: Tehnomont continuerà a operare nella cantieristica navale civile, con un focus su unità specializzate fino a 80 metri, tra cui motopesca, motovedette, battelli multiuso e imbarcazioni offshore.
Confermata anche la vocazione all’export e lo sviluppo di soluzioni innovative come le navi ibride. Netta la posizione sull’industria militare, da cui il gruppo resterà completamente fuori. Sul fronte operativo, la società può contare su un portafoglio ordini solido: i contratti già acquisiti garantiscono la piena capacità produttiva fino al 2028, con trattative in corso per estendere la visibilità al 2029. Tra le commesse recenti figura la consegna di un’unità destinata all’acquacoltura norvegese, mentre un’altra è attualmente in fase di collaudo. Parallelamente, sono già stati avviati piani di investimento per rafforzare la competitività del cantiere, con interventi mirati all’ampliamento delle capacità produttive e alla modernizzazione tecnologica, anche attraverso il possibile utilizzo di fondi europei.
Tehnomont, che impiega circa 200 addetti, resta un player di nicchia apprezzato sui mercati internazionali. Nel 2024 ha registrato un fatturato di 13,1 milioni di euro e un utile netto di 193 mila euro, confermando una struttura industriale solida, seppur di dimensioni contenute. Dal lato dei venditori, l’ex direttrice Gordana Deranja ha sottolineato come la cessione fosse pianificata da tempo, con l’obiettivo di garantire la continuità della produzione navale. Non sono mancati altri interessamenti, anche da parte di soggetti orientati a riconvertire l’area in marina turistica, ipotesi però scartata a favore della salvaguardia dell’attività industriale.




