TRIESTE – Un lavoratore di 27 anni è morto questa mattina nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone, dopo una caduta da circa venti metri mentre operava sul tetto di un capannone industriale.
L’incidente è avvenuto poco dopo l’inizio del turno all’interno del sito produttivo di Fincantieri a Monfalcone. La vittima, Tommaso Andreuzza, lavorava per la Inquota di Trieste, impresa specializzata in lavori in quota. Secondo le prime ricostruzioni, stava eseguendo interventi di manutenzione sulla copertura di una salderia, danneggiata nei mesi scorsi da una violenta grandinata.
La caduta, da un’altezza stimata in circa 20 metri, non gli ha lasciato scampo. I sanitari intervenuti hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, ma il giovane è morto a causa delle gravi ferite riportate. L’area è stata immediatamente isolata e messa in sicurezza.
Sul posto sono intervenuti Carabinieri, Vigili del fuoco e ispettori dell’Azienda sanitaria. La Procura di Gorizia ha aperto un fascicolo per chiarire la dinamica dei fatti e verificare il rispetto delle norme di sicurezza. Gli accertamenti sono in corso.
Andreuzza, descritto da colleghi come esperto nel suo settore, ricopriva il ruolo di capo cantiere per conto della ditta esterna. La Inquota opera su coperture industriali, facciate e altre strutture in altezza, utilizzando funi e attrezzature specifiche per lavori ad alto rischio.
In una nota ufficiale, Fincantieri ha espresso cordoglio per la scomparsa del lavoratore e vicinanza alla famiglia. L’azienda ha spiegato che sono stati attivati subito i soccorsi e le procedure previste e ha assicurato piena collaborazione con le autorità.
Cordoglio anche dalla Regione. Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e l’assessore al Lavoro, Alessia Rosolen, hanno parlato di una perdita “terribile e inaccettabile”, richiamando la necessità di rafforzare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Dura la reazione dei sindacati metalmeccanici. Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato due ore di sciopero in assemblea a Monfalcone e negli altri cantieri del gruppo, estendendo l’iniziativa anche alle aziende in appalto. “Basta morire lavorando”, si legge nella nota congiunta, che chiede verifiche puntuali sulle condizioni operative e sulla formazione in materia di sicurezza.
Il cantiere di Monfalcone è uno dei principali poli industriali del Friuli Venezia Giulia e occupa migliaia di addetti tra diretti e indotto. Le indagini dovranno stabilire se si sia trattato di una fatalità o se vi siano state carenze nei dispositivi di protezione o nelle procedure adottate.




