TRIESTE – Nel 2026 a Trieste sono preannunciati 128 scali di navi da crociera con una movimentazione di 380mila passeggeri. A Venezia saranno circa 450mila contro i circa 520mila di quest’anno.

In Laguna la ragione è essenzialmente dovuta alla decisione di MSC, che togliendo una nave farà abbassare di circa 60mila unità il numero di crocieristi, mentre a Trieste l’abbandono di Norwegian Cruise Line si farà sentire in maniera altrettanto pesante.
A giovarsene dovrebbe essere il porto di Ravenna, che vedrà un aumento proprio grazie a nuove toccate.

Alberto Grimaldi, responsabile operativo di Trieste Terminal Passeggeri (TTP) – contattato da Adriaports – traccia un bilancio dell’anno che sta per concludersi.
«A fine anno chiuderemo la stagione con 131 scali, l’ultimo dei quali è previsto per il 15 dicembre con la Athemis della compagnia Grand Circle Cruise Line, che muove circa 60 passeggeri in transito, mentre la stagione delle grandi navi è terminata il 21 novembre, con l’arrivo di Costa Deliziosa. Ci assesteremo intorno ai 455mila passeggeri complessivi nell’arco degli ultimi 12 mesi, anche se – rileva Grimaldi – in realtà l’attività per il terminal passeggeri triestino non si ferma mai».

«Un aspetto importante – sottolinea infine Grimaldi – è che nel 2026 sono previsti gli scali di ben 22 compagnie diverse, a dimostrazione dell’attrattività di cui gode la destinazione Trieste da parte di svariate compagnie, sia tra quante compiono uno scalo singolo che fra quante coprono l’intera stagione crocieristica». Quasi invariato, dunque, il numero di navi, ma di dimensioni ridotte.
Gli sbarchi di Costa Deliziosa riprenderanno poi l’11 aprile 2026 e da lì ripartirà di fatto la stagione delle crociere 2026, che entrerà poi nel vivo a maggio e si concluderà, per quanto riguarda le navi di grandi dimensioni, domani 26 novembre, anche se pure l’anno prossimo, di fatto, si prolungherà fino a dicembre grazie agli scali invernali, confermati, della Grand Circle Cruise Line.

A Venezia, come noto, la questione è un po’ più articolata. Dopo il decreto del Governo che ha impedito l’accesso alla Stazione marittima delle grandi “navi bianche”, gli approdi di Porto Marghera hanno evitato una debacle per “la città più bella del mondo”, ma i numeri sono si avvicinano nemmeno ai fasti di un tempo.
Sul tavolo due soluzioni: l’escavo del Canale Vittorio Emanuele e la possibilità di riportare la grandi navi (non proprio le pèiù grandi) alla Stazione marittima, oppure il terminal offshore. In questa seconda ipotesi, però i tempi si allungano (potrebbero volerci circa 10 anni).
Da capire, sia per Trieste che per Venezia, cosa vorranno fare in tema crociere i due presidenti delle rispettive Autorità di sistema portuale. A Venezia Matteo Gasparato è già in sella, a Trieste si sta attendendo la nomina di Marco Consalvo.