TRIESTE – Il caso dello yacht Bayesian ha acceso i riflettori su The Italian Sea Group, che attraversa una fase di forte instabilità, in netto contrasto con i risultati solidi annunciati da Ferretti.

Il nome di The Italian Sea Group è finito al centro dell’attenzione per le ricadute legate allo yacht Bayesian. Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, l’episodio ha aggravato una situazione già complessa sul piano finanziario e reputazionale. Nelle ultime settimane si sono registrate dimissioni nel consiglio di amministrazione e tensioni interne sulla gestione. Le notizie parlano di verifiche sui conti, extra costi su alcune commesse e difficoltà di liquidità, con un forte ridimensionamento del titolo in Borsa rispetto ai livelli precedenti.

Il caso Bayesian viene indicato come un elemento che ha aumentato la pressione sul gruppo, sia sotto il profilo mediatico sia per possibili implicazioni legali e assicurative. Il quadro che emerge è quello di un cantiere ancora operativo ma in una fase delicata, con interrogativi aperti sulla stabilità finanziaria e sulla continuità industriale.

In parallelo, il Consiglio di amministrazione di Ferretti S.p.A. ha approvato i principali dati finanziari consolidati preliminari al 31 dicembre 2025, mostrando un andamento opposto rispetto al clima che circonda The Italian Sea Group.
Nel 2025 Ferretti ha registrato ricavi netti pari a 1,23 miliardi di euro, in crescita del 5% rispetto all’anno precedente, con una performance superiore a quella del mercato di riferimento. L’EBITDA adjusted ha raggiunto 202,8 milioni di euro, in aumento del 6,7%, con un margine al 16,5%, in miglioramento rispetto al 2024. L’utile netto si attesta a 90,1 milioni di euro, in crescita del 2,2%.

La raccolta ordini è stata pari a 1,14 miliardi di euro, sostanzialmente stabile su base annua. Il portafoglio ordini ha raggiunto 1,72 miliardi di euro, in aumento rispetto sia al settembre 2025 sia al 2024. Il net backlog a fine anno è pari a 828,6 milioni di euro, mentre la posizione finanziaria netta è positiva per 111 milioni di euro, con un incremento di circa 46 milioni rispetto al trimestre precedente.
L’amministratore delegato Alberto Galassi ha sottolineato come il gruppo abbia centrato gli obiettivi prefissati in un anno definito “sfidante” per la nautica mondiale, evidenziando crescita superiore al settore e miglioramento della marginalità.