TRIESTE – La prevista chiusura del valico ferroviario di Tarvisio per tre mesi (ad iniziare dalla prima tranche in settembre) tra il 2027 e il 2028 entra tra le principali criticità per la logistica del Friuli Venezia Giulia. Il tema è stato affrontato a Udine durante la cabina di regia regionale sui trasporti, convocata oggi dall’assessore alle Infrastrutture Cristina Amirante, insieme agli operatori del sistema logistico. Lo stop della linea verso l’Austria rappresenta un nodo sensibile per i traffici internazionali, in particolare per i collegamenti ferroviari tra il porto di Trieste e i mercati dell’Europa centrale.
Per questo motivo, l’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Orientale ha chiesto l’istituzione di un tavolo ristretto, proprio per trattare gli argomenti relativi alle difficoltà della rete ferroviaria. La linea ferroviaria Udine-Tarvisio subirà una chiusura totale dal 22 agosto al 20 settembre 2026 per importanti lavori di manutenzione e potenziamento infrastrutturale a cura di RFI. Il traffico merci sarà deviato principalmente sul Brennero, con ulteriori stop previsti anche nel 2027 e 2028. Ulteriori interruzioni per manutenzione sono in corso o previste lungo la linea Latisana-Trieste Centrale e Udine-Cervignano, con disagi specifici tra Cervignano Smistamento e Cervignano Aquileia Grado.
La chiusura di Tarvisio si inserisce in un quadro già complesso, segnato dalle tensioni geopolitiche e dal rincaro dei carburanti, con effetti diretti su export, import e costi operativi lungo tutta la catena logistica regionale. Nel confronto con gli operatori, la Regione ha evidenziato la necessità di coordinare in anticipo le misure tecniche e politiche per gestire l’interruzione, coinvolgendo Rete Ferroviaria Italiana, istituzioni nazionali e partner esteri. L’obiettivo è limitare l’impatto sui flussi ferroviari e garantire soluzioni alternative durante il periodo di chiusura. Tra le proposte da parte degli operatori, anche la valutazione di un possibile sistema di sussidi straordinari per il trasporto su gomma, in modo che parte della merce venga fatta arrivare fino a Villaco (Austria) per la formazione dei treni. Parallelamente, resta centrale il tema dei costi energetici, che incidono anche sul trasporto ferroviario, e la definizione di strumenti di sostegno come il ferrobonus regionale.




