TRIESTE – Il Veneto torna a chiedere un rafforzamento degli strumenti di politica industriale per sostenere la competitività delle imprese.

Il presidente della Regione, Alberto Stefani, propone l’istituzione di una Zona Economica Speciale (ZES) per il Nord Italia e l’ampliamento del perimetro delle Zone Logistiche Semplificate (ZLS) già esistenti, con l’obiettivo di colmare il divario rispetto ai territori limitrofi che beneficiano di regimi fiscali e normativi più favorevoli.

Secondo Stefani, il confronto avviato nelle ultime settimane tra i presidenti di Regione e Confindustria sulle misure per la competitività dimostra che il tema è ormai prioritario. Pur avendo un limitato confine con l’Austria, il Veneto si confronta quotidianamente anche con il Friuli Venezia Giulia, Regione a statuto speciale, e con la Provincia autonoma di Trento, realtà che dispongono di strumenti e condizioni differenti in grado di incidere sulle scelte di investimento delle imprese.
Da qui la richiesta di estendere le aree interessate dalle ZLS e di introdurre una ZES per il Nord, affiancando alle semplificazioni amministrative anche misure economiche come crediti d’imposta e contributi a fondo perduto per favorire nuovi investimenti e sostenere quelli già presenti.

Il presidente della Regione indica inoltre le direttrici sulle quali concentrare lo sviluppo: nuove tecnologie, sostenibilità ambientale e valorizzazione delle produzioni di eccellenza, ribadendo che il Veneto non chiede condizioni privilegiate, ma strumenti analoghi a quelli già disponibili in altri territori con cui compete direttamente.
Stefani cita come esempio la ZLS Venezia-Rovigo, che secondo la Regione sta producendo risultati positivi, e richiama il progetto dell’hub europeo delle materie prime critiche previsto a Porto Marghera quale ulteriore conferma della vocazione industriale e logistica del Veneto.