TRIESTE – Con decreto del sindaco Luigi Toffolo, Corrado Donà è stato nominato componente del Consiglio di amministrazione con funzione di presidente di Portogruaro Interporto Spa, incarico poi formalizzato nell’ultimo CdA.

La scelta, ha spiegato il sindaco, si basa sulle competenze maturate da Donà nel settore della logistica e dei trasporti, in una fase in cui l’interporto è chiamato a consolidare il proprio ruolo di nodo strategico per i flussi merci del Nordest. Toffolo ha inoltre ringraziato il precedente presidente Antonio Favrin, che ha guidato la società per oltre vent’anni, accompagnandone lo sviluppo. Donà, che è anche amministratore delegato della struttura (in quota Autamarocchi, socio privato), ha evidenziato la continuità nei risultati economici della società, con un 2025 chiuso in utile e ricavi in crescita del 10%.

Sul piano operativo, è conclusa la fase amministrativa del primo lotto di ampliamento ferroviario, che prevede la realizzazione di due binari da 900 metri. Il progetto esecutivo è in fase di validazione, con l’avvio dei lavori atteso a breve. Le linee di sviluppo erano state anticipate dallo stesso Donà durante un intervento al LetExpo di Verona nelle scorse settimane, dove aveva delineato una strategia centrata sul rafforzamento della componente ferroviaria e sull’integrazione con il sistema logistico regionale.

Tra gli interventi indicati, l’aggiunta di un nuovo collegamento Venezia–Portogruaro, che si affiancherà all’asse già attivo con Trieste, e la realizzazione di binari di supporto nell’area tra San Stino e Latisana, a servizio della rete RFI (Rete Ferroviaria Italiana). L’obiettivo è aumentare la capacità di gestione dei traffici, sia in termini di volumi sia di lunghezza dei treni, e ampliare le superfici operative. Il piano complessivo prevede un rafforzamento delle infrastrutture ferroviarie con standard europei, l’introduzione di sistemi automatizzati per la movimentazione delle merci e piattaforme digitali per la gestione dei flussi logistici. La scelta di puntare sulla ferrovia risponde anche a esigenze ambientali, con la prospettiva di ridurre il traffico su gomma e le emissioni. Sul piano economico, l’espansione dell’interporto è destinata ad avere ricadute anche sull’occupazione e sull’attrattività del territorio per nuove attività logistiche e produttive.