TRIESTE – È indagato per disastro ferroviario il macchinista del treno merci coinvolto nell’incidente avvenuto il 20 agosto lungo la linea del Brennero, fra Trento e Bolzano.
Lo scontro, che ha visto il convoglio urtare un treno regionale fermo sui binari, non ha provocato feriti ma ha causato gravi disagi alla circolazione ferroviaria, con la linea rimasta chiusa per ore e poi riaperta dopo i primi rilievi e le operazioni di sgombero.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Trento, si concentra sulle cause dell’urto e sulla dinamica che ha portato il treno merci a non fermarsi in tempo. Secondo quanto emerso, il macchinista avrebbe proseguito la corsa nonostante i segnali di pericolo, ipotesi che ora sarà verificata attraverso testimonianze, analisi tecniche e registrazioni di bordo.
Sul piano politico, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha chiesto accertamenti immediati e approfonditi, sottolineando la necessità di chiarire ogni responsabilità e di garantire la massima sicurezza sulla rete ferroviaria. Il Mit ha confermato che sono già state avviate le verifiche tecniche da parte di Rfi e delle autorità competenti.
L’episodio ha riportato l’attenzione sulla sicurezza delle linee ferroviarie ad alta intensità di traffico come il Brennero, nodo strategico per i collegamenti merci e passeggeri tra Italia ed Europa centrale.
Si sono conclusi, nel frattempo, i cantieri estivi di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) in Trentino Alto Adige, che hanno interessato le principali direttrici regionali. Gli interventi, svolti sulle linee Bolzano–Merano, Trento–Bassano del Grappa e Brennero–Verona, hanno riguardato sia la manutenzione ordinaria e straordinaria, sia il potenziamento tecnologico e l’ammodernamento delle stazioni, con l’obiettivo di migliorare regolarità, puntualità e prestazioni delle infrastrutture.




