TRIESTE – Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia approva all’unanimità una mozione per difendere l’autonomia del sistema portuale, chiedendo alla Regione di intervenire sulla riforma nazionale.
L’assemblea, su proposta del Pd poi modificata con un emendamento condiviso, ha impegnato il presidente della Regione a farsi parte attiva nel confronto con il Governo per evitare che la futura società “Porti d’Italia spa” assuma competenze oggi in capo alle Autorità di sistema portuale.

Al centro del documento c’è la tutela dell’operatività e dell’autonomia gestionale dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, che comprende i porti di Trieste e Monfalcone. La mozione è stata accolta dalla Giunta Fedriga, rappresentata in Aula dall’assessore alle Infrastrutture Cristina Amirante.
Nel dibattito è emersa una posizione trasversale. Per Diego Moretti (Pd) la riforma rischia di ridurre autonomia, risorse finanziarie e capitale umano delle Autorità portuali, con un taglio stimato fino al 40% e maggiori interferenze del Ministero nelle nomine.
Sulla stessa linea Antonio Calligaris (Lega), che ha sottolineato la necessità di mantenere l’autonomia degli scali regionali, considerati un asset strategico per l’economia del territorio.

Roberto Cosolini (Pd) ha riconosciuto l’esigenza di una strategia nazionale per logistica e portualità, ma ha precisato che questa deve restare in capo al Ministero e non a una nuova società. Laura Fasiolo ha invece richiamato il rischio di perdita di identità e specializzazione del sistema locale, mentre Francesco Russo ha evidenziato la specificità del porto di Trieste, che opera per circa il 95% su mercati esteri.
Critiche anche dalle altre forze politiche. Rosaria Capozzi (M5S) ha parlato di possibile accentramento dannoso per un modello che ha prodotto risultati concreti, mentre Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha definito “azzardato” mettere in discussione l’attuale assetto.

Giulia Massolino (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg) ha infine posto l’attenzione sull’impatto economico, stimando una perdita di circa 21 milioni di euro annui per l’Autorità portuale, con possibili effetti anche sul regime di Porto Franco legato agli obblighi internazionali del Trattato di Pace del 1947.
In chiusura, l’assessore Amirante ha ribadito la centralità del mantenimento delle funzioni e dell’autonomia dell’Autorità portuale, definendo la mozione un passaggio rilevante per ribadire il ruolo strategico del sistema portuale regionale.