VENEZIA – L’Autorità di sistema portuale del mar Adriatico settentrionale spinge sempre di più sul porto di Chioggia: già stanziati 7,6 milioni di euro per i dragaggi, con l’obiettivo di implementare l’accessibilità nautica e favorire lo sviluppo crocieristico.
Ora l’apertura di una nuova sede è sempre più vicina. L’esigenza è quella di rispondere più da “vicino” alle esigenze dello scalo e, allo stesso tempo, verificare gli standard di sicurezza nell’operatività. Allo stesso tempo, si valuterà attentamente anche lo sviluppo manifatturiero delle aziende presenti, come testimonia l’operatività verso le gru di Cimolai che andranno a Monfalcone.
L’ultimo Comitato di gestione, presieduto da Matteo Gasparato e composto da Dennis Wellington per la Città metropolitana e Giuseppe Fasiol per la Regione del Veneto, alla presenza dell’ammiraglio della Capitaneria di Porto Filippo Marini, ha approvato “l’istituzione di un ufficio amministrativo decentrato a Chioggia, in attuazione delle previsioni contenute nel Piano Operativo Triennale (P.O.T.) 2026 – 2028”. Questo sorgerà nell’attuale spazio dell’Aspo Chioggia, cioè l’Autorità speciale porto di Chioggia.
Per l’Autorità portuale veneziana: «La nuova struttura nasce con l’obiettivo di garantire una presenza stabile dell’Autorità nello scalo clodiense, favorendo un’interlocuzione quotidiana con operatori e terminalisti e sostenendo la crescita del porto e del territorio. L’Ufficio svolgerà prevalentemente attività di front office, rappresentando un punto di riferimento per accogliere, informare e orientare l’utenza portuale, oltre a supportare l’Amministrazione nella gestione delle pratiche e dei procedimenti. In particolare, fornirà supporto all’attività istruttoria per i provvedimenti amministrativi, alla promozione dello sviluppo delle attività locali e al coordinamento operativo con istituzioni e operatori del territorio».
Il presidente Gasparato ha aggiunto: «Le sfide future richiederanno un ulteriore rafforzamento della pianificazione strategica, continuità negli investimenti infrastrutturali e crescente attenzione a innovazione, sostenibilità e integrazione nelle reti logistiche europee».
t.b.




