TRIESTE – Il gruppo Luka Rijeka (gestore del porto di Fiume) chiude i primi nove mesi del 2025 con una crescita dei container, volumi complessivi in flessione ma con utili finanziari in aumento e un forte piano di sviluppo operativo.
Tra gennaio e settembre del 2025, Luka Rijeka ha movimentato 4,5 milioni di tonnellate di merce, in calo dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2024. L’andamento risente soprattutto della riduzione delle rinfuse e delle merci varie, mentre le operazioni container restano trainanti grazie alla controllata Jadranska Vrata (terminal di Braidica gestito da Adriatic gate container terminal).
Con 342.628 Teu, la crescita si attesta al 12%.
Le merci varie, che rappresentano l’11% dei volumi, segnano un calo del 6% per la frenata dei prodotti siderurgici, legata alla minore produzione europea e alla riduzione delle esportazioni, oltre alla contrazione delle merci frigorifere. La movimentazione di bestiame subisce un blocco temporaneo dopo i casi di afta epizootica in Ungheria e il divieto d’importazione adottato dalla Croazia tra aprile e giugno. Nel secondo e terzo trimestre compare invece un primo traffico di veicoli.
Le rinfuse scendono del 34% rispetto al 2024: calano cereali, carbone e rottami. I cereali risentono dei prezzi bassi e del ridisegno delle rotte, il carbone diminuisce per la minore capacità produttiva delle acciaierie, i rottami per il ribasso dei prezzi sui mercati di destinazione.
I ricavi da servizi si fermano a 19,3 milioni di euro, in flessione dell’8% rispetto al 2024 per via dei minori volumi in tutte le categorie deboli. I costi operativi restano stabili a 21,6 milioni: calano gli oneri per materiali (-11%), mentre il costo del personale aumenta del 4%. L’utile operativo raggiunge 7,1 milioni, in crescita del 13% sul 2024, grazie anche ai dividendi di 4,9 milioni di euro provenienti da Jadranska Vrata e a un netto miglioramento della liquidità.
Sul fronte investimenti prosegue il progetto di ampliamento del deposito container di Škrljevo, valore totale 5,7 milioni di euro, con nuove aree operative e la possibilità di ampliare il servizio ai container pieni. Nei primi tre trimestri dell’anno sono stati realizzati lavori per 2,9 milioni, dopo gli 1,39 milioni del 2024.
A Buccari è stato sostituita un gru di banchina con un mezzo proveniente da Spalato, rimesso a nuovo e operativo da maggio. Entro fine 2025 arriverà un’ulteriore gru usata, già acquistata. Sono stati installati nuovi moduli sanitari a Bršica e sono stati avviati nuovi acquisti di carrelli elevatori, veicoli per ormeggio e mezzi per la manutenzione.
Il gruppo segnala gli effetti indiretti della guerra in Ucraina, che ha modificato rotte, prezzi energetici e mercati alimentari, con impatti sui costi operativi. A questo si aggiunge la crisi del Mar Rosso, che ha spinto molte compagnie a deviare via Capo di Buona Speranza, allungando i viaggi e aumentando i noli.





