TRIESTE – La Marina militare italiana punta a introdurre i droni TB3 sulla portaerei Cavour, rafforzando le capacità aeree imbarcate. La notizia è riportata dal sito NavalNews e arriva dalle dichiarazioni del capo di Stato maggiore della Marina, ammiraglio Enrico Berutti Bergotto, durante un’audizione al Senato il 25 marzo.

Un passaggio chiave riguarda il ruolo di Leonardo. Il sistema Bayraktar TB3, sviluppato dalla turca Baykar, sarà infatti acquisito tramite il gruppo italiano grazie a un accordo industriale tra le due aziende. La cooperazione si concretizza anche nella joint venture LBA Systems, creata per facilitare integrazione tecnologica e accesso ai mercati europei. Il TB3 è un drone a decollo corto progettato per operare da unità navali come la portaerei Cavour. Rispetto al precedente TB2, introduce modifiche per l’impiego marittimo: ali ripiegabili, carrello rinforzato e sistemi adattati all’ambiente navale.

Con questa scelta, l’Italia si avvia a diventare il primo operatore europeo del TB3. Il sistema è pensato per missioni di sorveglianza, ricognizione e attacco leggero, con capacità di impiego di munizionamento guidato. L’integrazione sulla Cavour rappresenta un’evoluzione della componente aerea della Marina, che già impiega caccia F-35B a decollo corto e atterraggio verticale. L’introduzione di droni ad ala fissa amplia il raggio operativo e consente di affiancare assetti pilotati con piattaforme senza equipaggio.

Il programma si inserisce in un quadro più ampio di sviluppo dei sistemi unmanned. La Marina utilizza già UAV ScanEagle sulle fregate FREMM e ha recentemente acquisito anche sistemi a decollo verticale con capacità offensive, in grado di rilasciare munizioni circuitanti. Non sono stati indicati tempi e numeri dell’acquisizione, ma l’indirizzo è chiaro: costruire una componente aerea imbarcata più flessibile, basata su integrazione tra velivoli pilotati e droni.