TRIESTE – Gli scali del Nord Adriatico sono ormai un unico cantiere aperto per la realizzazione di nuove infrastrutture.
È online la nuova newsletter di Aiom (Agenzia imprenditoriale operatori marittimi) di Trieste che analizza la nuova centralità strategica e geopolitica del territorio, concentrandosi sulle novità di Capodistria e Fiume con l’obiettivo di accogliere nel modo più efficiente e sostenibile i crescenti volumi di merci che con origine dal Far East puntano direttamente al cuore dell’Europa.
Per gli esperti di Aiom, il porto di Capodistria è oggi un punto nevralgico di cantieri e trasformazioni. Tra le opere già concluse figura il nuovo terminal crociere, entrato in funzione mentre lo scalo celebrava vent’anni di attività crocieristica, con un record di 125 mila passeggeri nel 2024. È stata completata anche una nuova area di stoccaggio per 3.500 veicoli con una nuova officina di 900 metri quadrati, a conferma della centralità del traffico auto nelle strategie di sviluppo di Luka Koper (società di gestione dello scalo), che punta a incrementare ulteriormente la capacità entro il 2026. Sono attualmente in corso i lavori per la costruzione di una nuova banchina lunga 200 metri con pescaggio di 12 metri, pensata per la movimentazione di project cargo e merce breakbulk. È prevista anche una rampa Ro-Ro.
Avanzano nel frattempo gli interventi sul terminal container: partiti i lavori per l’ampliamento del terminal lato Nord, che porteranno la capacità complessiva a 1,8 milioni di Teu annui entro il 2027. Dopo l’escavo del fondale a 16 metri, è iniziata l’infissione dei primi 250 pali per la realizzazione di 326 metri di nuova banchina e sette ettari di piazzali. L’interventocosterà quasi 153 milioni di euro.
Elemento strategico per l’intermodalità del porto è la nuova linea ferroviaria Capodistria-Divaccia. Il tracciato di 27,1 chilometri – per oltre tre quarti in galleria – ha visto completate le opere strutturali a luglio 2025, mentre sono in corso le installazioni di binari e impianti. L’opera, dal valore superiore al miliardo di euro, è cofinanziata al 35% con fondi europei. È già previsto un secondo binario parallelo, con lavori fino al 2030 e un costo aggiuntivo di 354 milioni di euro.
Anche il porto croato di Fiume – sottolinea Aiom – si prepara a una svolta con l’imminente attivazione del nuovo terminal container Rijeka Gateway, frutto di un investimento privato da parte di APM Terminals (gruppo Maersk) e della croata Enna. Il terminal, fortemente automatizzato e con una capacità iniziale di 650.000 Teu annui, entrerà in funzione a settembre e ha già ottenuto il trasferimento del servizio Gemini, precedentemente operato sull’Adriatic Gate Container Terminal. L’organico iniziale sarà di 130 addetti, destinati a salire a 300. Restano però aperte le criticità sul fronte ferroviario: mentre l’accessibilità stradale è stata completata, il collegamento su rotaia resta carente e in attesa di futuri lavori di potenziamento.
Nella newsletter anche la strategia della Commissione Europea “ProtectEU” ed il ruolo dei porti europei, il tema della digitalizzazione della logistica (PNRR sub-investimento M3C2-i.2.1.3 “Login Business”) e gli investimenti UE da 2,8 miliardi di euro in 94 progetti nel settore dei trasporti.




