TRIESTE – Scaduta il 27 luglio la finestra di esclusiva di 145 giorni, CK Hutchison ha confermato che le trattative per la vendita dell’80% del proprio portafoglio globale di terminal container al consorzio BlackRock-TiL(Msc) sono ancora in corso.
Ma il gruppo di Hong Kong guarda ora alla Cina continentale, pronto a ristrutturare l’accordo da 22,8 miliardi di dollari con l’ingresso di player strategici come China Cosco Shipping. La mossa punta a superare le resistenze di Pechino, che ha già avvertito—secondo quanto riportato dal Wall Street Journal—di poter bloccare l’operazione se non verranno coinvolte aziende statali cinesi. Le autorità cinesi sarebbero particolarmente sensibili alla cessione dei terminal di Balboa e Cristobal, a Panama, considerati asset strategici.
L’accordo, annunciato in marzo, prevede la cessione di 43 terminal in 23 Paesi, escludendo le attività in Cina e Hong Kong. Secondo quanto riportato da Reuters, BlackRock, tramite il fondo Global Infrastructure Partners, avrebbe dovuto acquisire il 51% delle attività panamensi—pari al 4% dell’intero accordo—mentre MSC, attraverso TiL, si sarebbe assicurata la quota principale del resto del portafoglio. Non è stato però reso pubblico il rapporto esatto tra i due investitori.
Terminal Investment Limited (TiL), la divisione terminalistica del gruppo Msc che al porto di Trieste ha in concessione il Molo VII, svolge un ruolo cruciale in questa operazione. TiL, già tra i principali operatori a livello mondiale, avrebbe ulteriormente rafforzato la propria presenza globale attraverso questa acquisizione. Diego Aponte, presidente di TiL e del gruppo MSC, aveva sottolineato l’importanza strategica dell’accordo, esprimendo grande stima per il team di Hutchison Ports e manifestando l’intenzione di integrare queste operazioni nella famiglia MSC. «Siamo molto concentrati su questo settore e sappiamo che l’investimento in Hutchison Ports – aveva detto Aponte – sarà un investimento molto valido dal punto di vista commerciale».
Con l’operazione, MSC supererebbe PSA diventando il più grande operatore terminalistico del mondo per volumi rettificati per quota. Tuttavia, le spinte geopolitiche rischiano di rallentare o rimettere in discussione l’accordo. In particolare, l’inclusione di Cosco potrebbe facilitare l’approvazione da parte di Pechino, ma esporrebbe il consorzio a nuove pressioni regolatorie da parte di governi occidentali, preoccupati per l’espansione dei capitali statali cinesi in infrastrutture chiave.
CK Hutchison ha fatto sapere che nessuna transazione sarà finalizzata senza le necessarie approvazioni normative e che la struttura dell’intesa—ribattezzata “New Arrangement”—verrà rivista. Per ora non ci sono dettagli su un nuovo calendario o sugli assetti societari previsti.




