VENEZIA – La crisi «più pesante dalla fine della seconda guerra mondiale». Il presidente di Assoporti, Roberto Petri, non ha nascosto la preoccupazione per il momento storico attuale, tra quello che sta accadendo nel canale di Suez e lo stretto di Hormuz.
Petri ha scelto Venezia e la sede dell’Autorità portuale veneziana per una serie di incontri che riguarderanno tutte le autorità del Paese, evidenziando come: «Il combinato disposto ha quasi dimezzato il traffico a Suez, con ricadute non positive per i traffici marittimi e la portualità del nostro Paese. Non siamo in grado di individuare la tempistica di queste problematiche, quindi il tempo più lungo gioca a nostro sfavore, speriamo si trovino i giusti equilibri, anche se, al momento, senza palla di vetro, non siamo in grado di capire quale sarà il punto di equilibrio per il conflitto».
L’auspicio è che la crisi si esaurisca quanto prima, «ma non si comprende quale sia il punto di equilibrio di Usa, Israele», per cui «una qualche preoccupazione c’è, questa situazione influirà sulle merci e sulle crociere».
Petri, assieme al presidente dell’autorità portuale veneziana, Matteo Gasparato, si è detto cauto sulle stime dell’impatto economico: «Siamo ai primi giorni, non è possibile individuare numeri, ci sarà un appesantimento delle tariffe e dei costi, si pensi che il 20 per cento dell’energia mondiale passa per Hormuz, ecco che cercheremo di affrontare con realismo la situazione, anche se ora non ci son risposte chiare».
Sul tema si è espresso lo stesso Gasparato, che da presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar Adriatico settentrionale – Porti di Venezia e Chioggia, ha aggiunto: «È troppo presto per valutare le ricadute. Chiaro che sono preoccupato più per le merci che per i passeggeri, la lievitazione dei costi di energia inciderà su tutto il sistema. Molto dipenderà dalla lunghezza di questo conflitto, perché siamo in attesa delle ripercussioni, siamo solo all’inizio».
Il vertice del porto di Venezia ha poi aggiunto: «Oggi c’è stata la prima tappa dell’incontro con Assoporti, che si sta trovando in un percorso itinerante. La scelta di Venezia conferma la grande attenzione che gli organismi nazionali danno alla città, basti pensare che Petri è alla sua prima uscita». Il presidente ha precisato: «Siamo a Venezia per dare il giusto peso a questa città, una realtà che non può esser incasellata in una cornice».
Gasparato è poi tornato sulle esigenze “particolari” della città: «Come aveva anticipato il viceministro Rixi, servirà una normativa ad hoc per la città, come il porto regolato. Sono temi che interessano anche sotto il profilo nazionale».
Dal confronto con il presidente dell’Authority veneziana è nata l’occasione per discutere anche della riforma nazionale: «Oggi ci sono situazioni contrastanti tra i porti, servirà a dare uniformità a determinati percorsi, soprattutto dove ci sono grandi investimenti e infrastrutture o dragaggi. In questo momento deve esser gestita con grande equilibrio».
L’impressione è che Assoporti spinga per “buttare avanti la palla”, attendendo momenti più propizi per affrontare il cambiamento: «Sì al disegno di legge della riforma, ma che ci siano stabilità e certezze per coloro che operano nei porti italiani.
In seguito, Petri ha aggiunto: «Servono riflessioni di buonsenso, nei momenti emergenziali gli operatori di qualsiasi settore hanno bisogno di certezze e di punti di riferimento certi. Il disegno di legge della riforma prevede alcune mutazioni, anche significative, necessarie al miglioramento della struttura dell’attività portuale italiana. Queste però è bene che “camminino” nei momenti di tranquillità dei settori, perché nei momenti in cui c’è l’emergenza, è bene esaltare un punto di riferimento visibile per le professionalità che operano in tal momento».
Per Petri è importante che tra autorità portuali e stakeholders vi sia un interscambio: «Si deve esaltare l’autorevolezza delle autorità portuali, meno scossoni ci sono, meglio è, valorizzando le autorità».
Sul tema “Porti d’Italia Spa”, il presidente di Assoporti ha glissato: «Bisogna trovare equilibrio tra investimenti e risorse necessarie per far decollare questo progetto. La necessità è che si mantengano i collegamenti con il territorio, visto che nel tempo ha dato buoni frutti, un aspetto che credo debba esser salvaguardato».




