TRIESTE – Si è tenuto stamattina a Venezia l’incontro che ha aperto il confronto tra Venice port community e il Commissario dell’Authority, Matteo Gasparato.
Tanti i temi toccati nel corso delle due ore di incontro: porto regolato, operatività h24 dello scalo, gestione del Mose e investimenti, ma anche i rapporti con la struttura dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale: «Gasparato si è dimostrato molto disponibile ad accogliere le nostre proposte ed esigenze, come la manutenzione dei canali e il tema “Tresse”. Ci ha spiegato che secondo lui l’iter iniziato con la nomina a commissario quasi certamente proseguirà con la presidenza, un modo per dare continuità sin da subito all’opera. Così facendo, il commissario potrà iniziare immediatamente il proprio lavoro a Venezia, rassicurando costanza per i prossimi anni allo scalo lagunare» ha spiegato Davide Calderan, presidente della Venice port community.
Dal confronto, prosegue una nota di Vpc, è emerso che il commissario si è dimostrato soddisfatto del personale dell’Adspmas. Gasparato si sarebbe detto molto contento della struttura dell’Autorità, avendo avuto modo di conoscere il personale e utilizzando il termine “soddisfatto” per definire le risorse interne su cui poter contare.
L’incontro è servito a Gasparato anche per spiegare le proprie visioni, le progettualità e anche ascoltando le priorità per gli operatori, dimostrandosi, ha detto Calderan «una persona con cui è venuto naturale dialogare».
«Siamo molto contenti dell’incontro che si è tenuto questa mattina con il neo commissario dell’Adspmas Matteo Gasparato, a cui diamo il benvenuto a Venezia. Abbiamo avuto rassicurazioni per il benessere e per il futuro dell’economia portuale, remeremo tutti dalla stessa parte». Così Calderan, che non ha nascosto la propria soddisfazione: «Si è trattato di un incontro molto positivo, la comunità portuale ha la necessità di poter contare su un ente solido a cui fare affidamento per programmare la propria attività e i propri investimenti. Solo così, infatti, sarà possibile procedere con la crescita di uno scalo che può dire la sua non solo per il territorio veneto, ma per il Paese intero».




