TRIESTE – Il governo sloveno ha approvato la proposta di legge per la ratifica della Convenzione internazionale sul controllo e la gestione delle acque di zavorra delle navi.
Il passaggio giuridico era atteso da anni e introduce un quadro normativo e istituzionale per il controllo delle unità straniere in arrivo nei porti del Paese.
La ratifica rappresenta una svolta, perché consente alla Slovenia di dotarsi di strumenti finora assenti. Le acque di zavorra sono infatti una delle principali cause di introduzione di specie aliene, patogeni e sostanze dannose nell’ambiente marino, con effetti potenzialmente irreversibili sugli ecosistemi e impatti economici diretti. In un bacino limitato e delicato come quello sloveno, il rischio è amplificato e rende la prevenzione una priorità.
Il provvedimento è stato preparato nel corso di diversi anni, anche per la complessità del sistema di competenze richiesto. L’attuazione della convenzione sarà affidata al ministero delle Risorse Naturali e dello Spazio, che opererà con il supporto di altri dicasteri e dei servizi tecnici e ispettivi per garantire controlli coordinati e più efficaci a tutela dell’ambiente marino e della biodiversità.
Fino a oggi la Slovenia non era parte della convenzione e non disponeva dei cosiddetti strumenti convenzionali per richiedere e verificare in modo sistematico alle navi straniere il certificato internazionale per la gestione delle acque di zavorra, un piano di gestione approvato, il registro delle acque di zavorra, né per effettuare ispezioni mirate. Con la ratifica, lo Stato ottiene la base giuridica per imporre il rispetto degli standard internazionali e attivare meccanismi di controllo e sanzione.
Resta però un limite strutturale. La Slovenia non dispone di terminal attrezzati con impianti per il trattamento, la pulizia o la riparazione dei serbatoi di zavorra. Di conseguenza, le navi che scalano i porti sloveni non possono conferire le acque di zavorra per il trattamento né effettuare interventi sui tank. Dopo l’entrata in vigore della legge, il Paese informerà ufficialmente le autorità marittime internazionali di questa situazione.



