TRIESTE – Nel 2025 il traffico del porto di Fiume rallenta, ma la componente container e il general cargo sostengono i volumi e i ricavi. Il traffico complessivo del gruppo Luka Rijeka, inclusa la controllata container Adriatic Gate (Jadranska Vrata), si attesta a 5,82 milioni di tonnellate, in calo del 5% rispetto ai 6,13 milioni del 2024. La flessione è concentrata nelle rinfuse, mentre cresce la movimentazione di merci più remunerative. I container registrano un aumento del 4% in termini di Teu, considerando che mancano all’appello i dati del terminal di Apm Moller Maersk, che non rientra nella gestione di Luka Rijeka.
In crescita anche il general cargo, che rappresenta il 12% dei volumi totali e segna un +3% su base annua. All’interno di questa categoria spicca l’aumento del 29% dei prodotti metallurgici, mentre emergono nuovi traffici come i veicoli, su cui il gruppo punta per migliorare la redditività. Segnali negativi arrivano invece da alcune nicchie: calano le merci refrigerate per cambiamenti nelle rotte logistiche e si riduce il traffico di bestiame, penalizzato dalle restrizioni introdotte dalla Croazia tra aprile e giugno 2025 dopo focolai di afta epizootica in Ungheria. Il vero elemento di debolezza resta il comparto bulk, che pesa per il 15% dei volumi ma crolla del 31% rispetto al 2024. La contrazione riguarda soprattutto cereali, carbone e rottami. Sul calo dei cereali incidono condizioni meteo sfavorevoli e prezzi internazionali più bassi, mentre il carbone risente della riduzione dell’attività siderurgica e i rottami della debolezza dei mercati di destinazione.
Sul piano finanziario, i ricavi scendono del 3% a 26,6 milioni di euro, ma l’effetto è contenuto grazie alla crescita dei traffici a maggiore valore unitario. I costi operativi aumentano del 4%, spinti soprattutto dalla componente lavoro (+7%), mentre il margine operativo lordo si riduce in termini percentuali (EBITDA margin al 12,56%, dal 15,99%). L’utile operativo raggiunge comunque 9,6 milioni di euro, in crescita del 5%. Migliora la posizione finanziaria, sostenuta anche da un dividendo di 4,9 milioni proveniente dalla società container.
Il personale continua a ridursi: a fine 2025 il gruppo conta 578 dipendenti, l’8,5% in meno rispetto all’anno precedente. Il trend è destinato a proseguire, in linea con le politiche di contenimento dei costi e maggiore efficienza operativa. Sul fronte degli investimenti, il progetto principale riguarda l’espansione del container depot di Škrljevo, per un valore complessivo di 5,7 milioni di euro. L’intervento punta ad aumentare la capacità di stoccaggio e a introdurre nuove attività, inclusa la gestione di container pieni. Tra gli altri interventi: acquisto di mezzi operativi, digitalizzazione dei flussi (tracking dei container vuoti), installazione di un impianto fotovoltaico e rinnovo di gru e attrezzature nei terminal.
Il contesto geopolitico – spiegano da Luka Rijeka – resta un fattore di pressione. La guerra in Ucraina, le tensioni nel Mar Rosso e le modifiche alle rotte marittime stanno allungando i tempi di transito e aumentando i costi logistici ed energetici. Per uno scalo come Fiume, integrato nelle catene europee, questo si traduce in volatilità dei traffici e necessità di adattamento operativo continuo.

Il gruppo Luka Rijeka è il principale concessionario per le rinfuse secche nel porto di Rijeka. Nato dalla privatizzazione nel 1994, opera nei servizi portuali legati a carico, scarico, movimentazione e stoccaggio delle merci, oltre alle attività di ormeggio.
La società controlla interamente alcune realtà operative nei trasporti stradali, nella gestione immobiliare e nel deposito container, e detiene una partecipazione del 49% nella società container Adriatic Gate, i cui risultati contribuiscono al bilancio consolidato del gruppo.




