TRIESTE – Cresce la rappresentanza del settore, ma il trasporto ferroviario merci in Italia continua a vivere una fase di forte criticità tra calo dei traffici, lavori legati al PNRR e incertezza sulle misure di sostegno.
È il quadro emerso dall’Assemblea degli associati di Associazione Fermerci, svoltasi la scorsa settimana a Roma.
Nei primi quattro mesi del 2026, l’associazione ha registrato l’ingresso di otto nuovi operatori, segnale di un rafforzamento del ruolo di rappresentanza del comparto. Allo stesso tempo, però, il settore denuncia una fase complessa, aggravata dalle interruzioni della rete ferroviaria necessarie agli interventi infrastrutturali del PNRR, che stanno incidendo sulla continuità operativa e sui volumi di traffico.
Dai dati anticipati in vista della quarta edizione del Rapporto annuale Fermerci, atteso il 20 maggio al CNEL, emerge infatti una riduzione diffusa delle movimentazioni, in un contesto reso più fragile anche dalle tensioni internazionali e dalla crisi nello Stretto di Hormuz, con possibili ricadute sui costi energetici e sulla stabilità dei mercati.
Sul piano delle politiche industriali, il settore continua a chiedere interventi concreti, a partire dallo sblocco del decreto “loco e carri”, fermo da due anni, e dal ripristino di risorse per il rinnovo del materiale rotabile, in passato previste e successivamente azzerate.
Un tema che si intreccia con il Documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria (Atto del Governo n. 397), attualmente all’esame del Parlamento.
«Il piano del Ministero delle Infrastrutture contiene principi condivisibili – ha sottolineato il presidente Clemente Carta – ma le misure concrete restano insufficienti. Mancano interventi strutturali adeguati per sostenere davvero la competitività del comparto».




