TRIESTE – Ridurre al minimo le catene di subappalto e rafforzare la solidità della filiera industriale. È questa una delle direttrici del nuovo piano industriale di Fincantieri annunciata dall’amministratore delegato e direttore generale Pierroberto Folgiero, intervenuto ad Ancona a margine della presentazione di un volume dedicato alla storia della cantieristica italiana.«Sappiamo che le catene di subappalto, quando sono lunghe, si sfilacciano e si annidano comportamenti che non piacciono», ha spiegato Folgiero, sottolineando che il nuovo piano industriale prevede «un ricorso minimo alle catene di subappalto» e un numero ridotto di interlocutori, con aziende «di statura idonea» a sostenere programmi industriali di lungo periodo.
Il manager ha poi affrontato il tema della situazione economica internazionale e delle tensioni sui costi energetici, ribadendo la solidità del gruppo ma mettendo in guardia dai rischi di una crisi prolungata. «Come Fincantieri non stiamo riscontrando difficoltà – ha detto – ma tutte le crisi, se si prolungano, diventano sistemiche». Secondo Folgiero, l’effetto più pericoloso sarebbe quello inflattivo, capace di incidere sull’intero sistema produttivo, anche su filiere considerate robuste e integrate come quella navalmeccanica.
Fincantieri, ha aggiunto l’ad, è attualmente «molto solida e coperta» grazie a strumenti di hedging sui costi dell’energia, ma resta forte la preoccupazione per il possibile consolidarsi di una fase di inflazione strutturale, definita «una tossina che non fa bene al business».
Le dichiarazioni sono arrivate durante la presentazione del libro “Storia della cantieristica italiana nell’età contemporanea. Dall’Unità d’Italia all’età giolittiana (1861-1913)”, scritto dallo storico economico Roberto Giulianelli e pubblicato da Laterza con la Fondazione Fincantieri. Il volume ripercorre l’evoluzione dell’industria navale italiana dalle prime trasformazioni tecnologiche — dal legno al ferro e poi all’acciaio, dalla vela al motore — fino al ruolo strategico assunto dal settore tra sviluppo industriale, commesse statali ed emigrazione transoceanica. Un viaggio nella storia economica del Paese che, nelle intenzioni della Fondazione, vuole anche offrire strumenti per leggere le sfide future della cantieristica italiana.




