TRIESTE – Cantieri e interruzioni anche in Friuli Venezia Giulia nel piano 2026 di RFI, con interventi su tre linee chiave della regione.
Nel dettaglio, sulla linea Venezia-Trieste è prevista un’interruzione dal 19 al 24 maggio tra Portogruaro e Cervignano per il rinnovo della travata metallica del ponte di Latisana e lavori propedeutici al sistema ACCM. In totale nel corso dell’interruzione di maggio, saranno 100 i treni merci cancellati, 110 deviati via Udine. Non sono interessati, invece, quelli dal porto di Trieste verso Tarvisio.

Sulla Casarsa-Portogruaro i lavori di manutenzione ed elettrificazione comporteranno uno stop più lungo, dal 13 luglio al 23 agosto. Infine, sulla Tarvisio-Udine, dal 22 agosto al 20 settembre, è programmata la sostituzione delle piastre IPA tra il confine italo-austriaco e Carnia.

Gli interventi rientrano nella pianificazione nazionale che punta a concentrare le attività nei periodi di minore traffico, con interruzioni più lunghe ma mirate, per ridurre l’impatto complessivo sulla circolazione nel medio periodo.
A livello nazionale, il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane conta oggi circa 1.300 cantieri attivi ogni giorno sulla rete, tra manutenzione e nuove opere, per un valore complessivo di 11,6 miliardi di euro nel 2025. Si tratta del livello più alto mai registrato, sostenuto in larga parte dai fondi del PNRR, che hanno assegnato al gruppo 25 miliardi, di cui 18 già investiti a inizio 2026.

Il piano ha avuto effetti rilevanti anche sull’economia, con un indotto stimato in 20,5 miliardi di euro e un impatto sul PIL di 8,6 miliardi, oltre a circa 112mila occupati nelle filiere coinvolte.
Le priorità riguardano lo sviluppo dell’alta velocità, il rafforzamento dei collegamenti con porti e terminal logistici, la digitalizzazione della rete e l’aumento della resilienza climatica. In particolare, l’obiettivo è ampliare del 30% la popolazione servita da collegamenti AV.
Tra le principali opere in attivazione entro il 2027 figurano nuovi tratti AV/AC come la Brescia-Verona e interventi nei nodi urbani di Genova e Roma, oltre all’estensione del sistema ERTMS sia sulle linee ad alta velocità sia su quelle convenzionali.
Nel complesso, il 63% degli investimenti è destinato alle grandi opere, mentre il restante 37% riguarda manutenzione e resilienza della rete, in un contesto di forte crescita delle interruzioni programmate, aumentate di oltre il 100% rispetto al 2023 per sostenere l’avanzamento dei lavori.