TRIESTE – Lo sblocco dei fondi per la nuova stazione ferroviaria di Servola e per il raccordo stradale collegato alla Grande Viabilità Triestina riaccende uno dei progetti infrastrutturali più attesi dal porto di Trieste. La conferma è arrivata oggi nel corso di un convegno dedicato a portualità, logistica ed energia.
A evidenziare l’importanza del risultato è stato soprattutto Marco Consalvo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, che ha parlato di un passaggio fondamentale per garantire continuità agli investimenti previsti nello scalo del Friuli Venezia Giulia. «Sono estremamente contento, è stato fatto un lavoro eccellente», ha detto Consalvo, ringraziando il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, il ministro Matteo Salvini e il ministro Giancarlo Giorgetti per aver consentito lo sblocco dei fondi. Secondo il presidente dell’Authority, il provvedimento «dà serenità e prospettiva agli altri investimenti importanti, quindi non solo Servola, ma anche il Molo VIII».
Consalvo ha sottolineato anche il legame tra l’opera e altri progetti strategici per Trieste, citando il collegamento ferroviario ad alta velocità come elemento essenziale per la crescita del porto. Ha inoltre spiegato che le risorse erano già disponibili, ma che si attendeva il rinvio della scadenza originaria fissata al 2026, ritenuta irrealistica.
Sul piano operativo, il presidente dell’Authority ha annunciato che il progetto tecnico, originariamente elaborato nel 2022, è già stato aggiornato con il nuovo adeguamento prezzi e che l’obiettivo è avviare rapidamente la procedura di gara non appena arriverà il decreto definitivo. «Partiamo subito con la gara», ha detto Consalvo.
Positivo anche il commento dell’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, che ha parlato del recupero dei 199 milioni di euro come di un risultato strategico ottenuto grazie al lavoro congiunto tra Regione e Governo. Amirante ha collegato il progetto alla necessità di rafforzare il ruolo internazionale del porto di Trieste e i collegamenti ferroviari verso l’Est Europa, ribadendo l’importanza della cosiddetta “cura del ferro” per la competitività del Friuli Venezia Giulia. Allo stesso tempo ha richiamato le criticità legate ai lavori sulla linea Pontebbana e alla chiusura di Tarvisio, considerate un rischio per il sistema economico regionale.
Grande soddisfazione è stata espressa anche da Enrico Samer, presidente di Samer & Co. Shipping, che ha definito la notizia “bellissima” per gli operatori portuali e marittimi. Samer ha evidenziato come il porto di Trieste abbia ancora importanti potenzialità inespresse, soprattutto nei traffici Ro-Ro e nelle merci di massa, sostenendo che la nuova infrastruttura ferroviaria sarà immediatamente utilizzata una volta completata. Il manager ha inoltre rilanciato il tema dell’espansione delle aree portuali, sostenendo la necessità di ulteriori sviluppi nel Porto Nuovo e nelle aree del Punto Franco Nuovo.
Sul fronte degli operatori portuali, Antonio Barbara, amministratore delegato di HHLA PLT Italy, ha definito la nuova stazione ferroviaria di Servola «un passaggio essenziale per lo sviluppo logistico e industriale del porto di Trieste». Barbara ha ricordato che l’opera è strettamente collegata al progetto di espansione del Molo VIII e delle aree dell’ex Ferriera di Servola, evidenziando come sia la componente ferroviaria sia il raccordo stradale verso la Grande Viabilità Triestina siano considerati indispensabili per sostenere crescita dei traffici, intermodalità, occupazione e competitività del sistema logistico triestino nel lungo periodo.




