FIUME – Il cantiere navale fiumano Viktor Lenac prova a lasciarsi alle spalle settimane complicate affidando la guida dell’azienda a una figura cresciuta al suo interno. Luka Hrboka è il nuovo presidente del Consiglio di amministrazione, nominato dal Consiglio di sorveglianza alla vigilia delle festività pasquali. Una nomina che non arriva in un momento qualsiasi, ma al termine di una sequenza di eventi che hanno scosso il principale cantiere di riparazioni navali dell’area adriatica.
Il primo segnale era arrivato a fine marzo, quando la società aveva reso noto di aver individuato una serie di transazioni finanziarie non autorizzate. L’azienda ha presentato denuncia contro ignoti e avviato verifiche interne, in collaborazione con istituti bancari e soggetti specializzati, per ricostruire i flussi di denaro e contenere i danni. I dettagli restano riservati, ma secondo indiscrezioni si tratterebbe di una cyber frode da diversi milioni di euro.
Pochi giorni prima, un’altra notizia aveva colto di sorpresa il settore: le dimissioni improvvise della presidente del Consiglio di amministrazione, Sandra Uzelac. Ufficialmente motivate da ragioni personali, hanno comunque segnato la fine anticipata di un lungo percorso professionale all’interno del cantiere, iniziato oltre trent’anni fa e culminato negli ultimi cinque anni alla guida dell’azienda. In quella fase di transizione, la gestione operativa era stata affidata proprio a Hrboka, già membro del CdA. Ora il passaggio è diventato definitivo.
Il nuovo presidente rappresenta una scelta di continuità: entrato in Viktor Lenac nel 2009, ha costruito il proprio percorso professionale all’interno dell’azienda. Laureato in commercio internazionale all’Università di Fiume e in ingegneria navale ed energetica alla Facoltà di Studi marittimi, conosce da vicino le dinamiche produttive e organizzative del cantiere. Il suo mandato durerà fino al 1 marzo del prossimo anno. La struttura di vertice resta per il momento snella: accanto a Hrboka continua a operare Francesco Ciaramella, entrato la scorsa estate come rappresentante del gruppo Palumbo, azionista di maggioranza del cantiere.
Nonostante le turbolenze recenti, i fondamentali economici dell’azienda restano solidi. Il 2025 si è chiuso con ricavi pari a 99 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente, e con un utile netto di 4,7 milioni. A trainare i risultati sono state soprattutto commesse di alto profilo, tra cui un’unità militare statunitense e una nave da crociera di lusso, che hanno comportato interventi complessi e ad alto valore aggiunto.
Anche sul piano occupazionale la situazione appare stabile: 283 i dipendenti diretti a fine anno, cui si aggiungono i circa 90 della controllata VL Steel. La retribuzione media netta mensile si attesta attorno ai 1.700 euro. Il vero banco di prova per il nuovo vertice sarà però la gestione del presente più che dei numeri passati. Da un lato, la necessità di fare piena luce sulla vicenda delle transazioni sospette e rafforzare i sistemi di sicurezza interna; dall’altro, la sfida di mantenere competitività in un settore sempre più esposto a pressioni globali e innovazioni tecnologiche.
La scelta di puntare su una figura interna indica la volontà di evitare scossoni ulteriori e garantire continuità operativa. Resta però da capire se questo basterà per archiviare una fase che, tra dimissioni inattese e indagini in corso, ha messo alla prova la tenuta dell’intero sistema aziendale.
Per Viktor Lenac si apre così una nuova stagione, in cui stabilità e credibilità saranno le parole chiave. E in cui molto dipenderà dalla capacità del nuovo presidente di trasformare una fase critica in un’occasione di rilancio.




