TRIESTE – Negli ultimi dieci anni il settore dell’autotrasporto ha perso oltre 2.500 imprese tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. In Veneto le aziende attive sono diminuite di 2.142 unità, passando da 8.808 nel 2015 a 6.666 nel 2025 (-24,3%). Nello stesso periodo il Friuli Venezia Giulia ha registrato una riduzione di 449 imprese, da 1.473 a 1.024 (-30,5%).

Il dato colloca entrambe le regioni tra le realtà più penalizzate a livello nazionale. Il Veneto presenta una contrazione superiore alla media italiana (-22,2%), mentre il Friuli Venezia Giulia rientra nel gruppo delle regioni con i cali più marcati, insieme a Valle d’Aosta, Marche, Lazio e Sardegna. In controtendenza resta il Trentino-Alto Adige, unica regione con un saldo positivo nel decennio.

Il ridimensionamento della base imprenditoriale è avvenuto in un contesto reso sempre più difficile dall’aumento dei costi fissi. L’incremento dei pedaggi autostradali (+1,5%) e del gasolio per autotrazione (+3,6%) ha inciso in modo diretto sui bilanci, soprattutto delle piccole imprese. Secondo le stime dell’Ufficio studi CGIA di Mestre, per le realtà di dimensioni minori ogni mezzo pesante potrebbe registrare un aggravio medio annuo di circa 2.000 euro solo per il carburante, a parità di condizioni.

A questi fattori si sommano criticità strutturali ormai consolidate, a partire dai ritardi nei pagamenti. Proprio su questo fronte il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è intervenuto con una circolare che richiama i committenti al rispetto dei termini, prevedendo sanzioni fino al 10% del fatturato annuo nei casi più gravi. Costi in crescita e tensioni sulla liquidità stanno mettendo sotto pressione la tenuta finanziaria di molte imprese.
Nel decennio hanno inciso anche le crisi economiche e la concorrenza dei vettori stranieri, in particolare dell’Europa orientale, molto presente nel Triveneto. Un ruolo rilevante è stato svolto inoltre dai processi di aggregazione e acquisizione, che hanno ridotto in modo significativo il numero delle imprese monoveicolari. Il risultato è un settore con meno aziende, ma mediamente più strutturate e con livelli di produttività più elevati.

Guardando al dettaglio territoriale, nel 2025 in Veneto Verona è la provincia con il maggior numero di imprese di autotrasporto attive (1.573), seguita da Padova (1.504) e Treviso (1.094). Se però si considera l’andamento dell’ultimo decennio, è Belluno a registrare la contrazione percentuale più forte (-34%), seguita da Treviso (-30%), Rovigo (-28,9%) e Venezia (-28,7%). In Friuli Venezia Giulia, il calo più marcato si registra a Gorizia (-35,1%), davanti a Trieste (-33,2%), Udine (-29,5%) e Pordenone (-29,3%).
Il forte ridimensionamento del numero di imprese conferma una tendenza strutturale: l’autotrasporto resta un settore centrale per l’economia del Nord Est, ma sempre meno accessibile per le realtà di minori dimensioni, schiacciate tra aumento dei costi, concorrenza e difficoltà operative.