TRIESTE – La Germania si avvia a rivedere il sistema dei canoni di accesso alla rete ferroviaria, una riforma che potrebbe ridurre in modo significativo i costi per le imprese del trasporto merci su rotaia e rendere più competitiva la ferrovia rispetto alla strada.
La proposta arriva dal settore privato del trasporto merci ferroviario, rappresentato dall’organizzazione Netzwerk Europäischer Eisenbahnen (NEE), che chiede di modificare il meccanismo con cui gli operatori pagano per utilizzare la rete gestita da DB InfraGO. Il tema è già entrato nel programma della coalizione di governo tedesca.
La novità principale riguarda il costo di accesso alla rete. Oggi un treno merci standard paga 3,93 euro per treno-chilometro, mentre la proposta punta a ridurre la tariffa di ingresso a 2 euro per treno-chilometro, basando il sistema soprattutto sui costi marginali anziché sul recupero dei costi complessivi dell’infrastruttura.
Secondo gli operatori, il sistema attuale è diventato sempre più oneroso. DB InfraGO prevede infatti di incassare nel 2027 circa 8 miliardi di euro dai pedaggi ferroviari, oltre il 50% in più rispetto al 2019, nonostante nello stesso periodo il traffico ferroviario sia aumentato soltanto del 5%.
Un altro elemento centrale della riforma è la stabilità delle tariffe. Invece delle attuali approvazioni annuali, che spesso arrivano a ridosso dell’entrata in vigore del nuovo orario ferroviario, viene proposto un sistema valido per cinque anni. Il Bundestag fisserebbe il prezzo iniziale e il meccanismo di aggiornamento, mentre gli adeguamenti successivi seguirebbero automaticamente un indice di inflazione specifico del settore.
L’obiettivo è offrire maggiore certezza alle imprese ferroviarie, che oggi devono programmare servizi, capacità e offerte commerciali senza conoscere con anticipo il costo effettivo dell’utilizzo della rete. Emblematico il caso del 2026, quando i canoni sono stati approvati soltanto due giorni prima della loro entrata in vigore.
La proposta prevede inoltre una revisione del finanziamento dell’infrastruttura ferroviaria. I diversi contributi federali destinati alla manutenzione della rete, ai sussidi sui canoni e ai servizi regionali verrebbero riuniti in un unico accordo pluriennale tra il governo federale e DB InfraGO, assicurando maggiore continuità agli investimenti.
Anche il sistema di remunerazione del gestore della rete verrebbe modificato. Attualmente DB InfraGO beneficia di un rendimento regolamentato dell’1,9% sul capitale investito, pari a circa 472 milioni di euro, importo che incide sul calcolo dei canoni pagati dagli operatori. La riforma propone invece di collegare maggiormente i ricavi del gestore ai risultati ottenuti in termini di efficienza e qualità della rete.




