VENEZIA – La formazione per la logistica deve essere costruita partendo dalle esigenze delle imprese. È il messaggio emerso dall’incontro “Le nuove rotte per l’innovazione”, organizzato a Venezia dall’ITS Marco Polo Academy insieme a VeMarS, durante il quale sono stati presentati i primi risultati di un’indagine sui fabbisogni professionali delle aziende del territorio.

Il questionario, rivolto a circa 300 imprese che collaborano con l’ITS, punta a verificare quanto i percorsi formativi siano in linea con le richieste del mercato del lavoro e a individuare le competenze da rafforzare. Secondo i primi dati, oltre la metà delle aziende giudica gli studenti molto o abbastanza preparati per le attività svolte durante lo stage, mentre il restante 47,6% li considera solo parzialmente adeguati. Nessuna impresa ha espresso valutazioni negative.

Tra le competenze tecniche ritenute più importanti figurano l’utilizzo degli strumenti digitali, compresi quelli basati sull’intelligenza artificiale, i software gestionali, la conoscenza dei processi logistici e doganali, la gestione del magazzino e la documentazione di trasporto. Le aziende chiedono inoltre un maggiore approfondimento della geografia italiana e delle certificazioni di settore.

Grande attenzione anche alle competenze trasversali. Le più richieste sono la capacità di gestire lo stress e i picchi di lavoro (66,7%) e il lavoro di squadra (61,9%). Tra le criticità segnalate emergono invece carenze nella proattività, nella gestione del tempo, nelle capacità relazionali e nell’analisi dei dati, oltre a una diffusa percezione del porto come ambiente poco innovativo dal punto di vista tecnologico.

L’indagine conferma anche le buone prospettive occupazionali: per oltre il 90% delle aziende le probabilità di assunzione entro dodici mesi dal termine dello stage sono alte o molto alte. «I percorsi formativi non possono più inseguire il cambiamento: devono anticiparlo insieme al mondo economico», ha affermato il presidente dell’ITS Marco Polo Academy, Damaso Zanardo, sottolineando come l’evoluzione dei porti, della logistica e dell’intelligenza artificiale renda indispensabile una collaborazione sempre più stretta tra sistema della formazione e imprese.